bodypositive Archivi - IHAVEAVOICE https://ihaveavoice.it/tag/bodypositive/ Unite si può! Sat, 29 Jul 2023 16:50:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 https://i0.wp.com/ihaveavoice.it/wp-content/uploads/2020/09/cropped-Schermata-2020-09-08-alle-18.16.52.png?fit=32%2C32&ssl=1 bodypositive Archivi - IHAVEAVOICE https://ihaveavoice.it/tag/bodypositive/ 32 32 185760810 La Vittima E’ Complessata: Assolto dalle Molestie. Un’ Altra Sentenza Misogina https://ihaveavoice.it/vittima-complessata-assolto-da-accuse-di-molestie-sentenza-misogina-giudice-bidello/ https://ihaveavoice.it/vittima-complessata-assolto-da-accuse-di-molestie-sentenza-misogina-giudice-bidello/#respond Sat, 29 Jul 2023 15:58:54 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=15003 La vittima per la giudice è complessata: assolto dalle accuse di molestie     “Palpata breve” e “vittima complessata”: la stessa giudice.  Solo una settimana fa veniva assolto il bidello 60enne che aveva infilato le mani nelle mutandine di una studentessa  17enne. Aveva anche ammesso il fatto al processo, ma è bastato giustificarsi dicendo che era […]

La Vittima E’ Complessata: Assolto dalle Molestie. Un’ Altra Sentenza Misogina - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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La vittima per la giudice è complessata: assolto dalle accuse di molestie

 

 

“Palpata breve” e “vittima complessata”: la stessa giudice. 

Solo una settimana fa veniva assolto il bidello 60enne che aveva infilato le mani nelle mutandine di una studentessa  17enne.
 
Aveva anche ammesso il fatto al processo, ma è bastato giustificarsi dicendo che era uno “scherzo” e la giudice lo ha assolto poiché “sotto i 10 secondi non è molestia”.
 
 

Caso di molestie sul lavoro: dirigente assolto, la vittima è complessata per la giudice

 

 
Questa settimana, dalla stessa giudice, arriva un’altra sentenza misogina che assolve gli abusi contro le donne.
Una dipendente è stata molestata dal dirigente del museo in cui lavorava, ma per la giudice, la vittima era “probabilmente mossa dai complessi di natura psicologica sul proprio aspetto fisico (segnatamente il peso) e ha rivisitato inconsciamente l’atteggiamento dell’imputato nei suoi confronti fino al punto di ritenersi aggredita fisicamente”.
 
Praticamente, secondo questa giudice, la vittima era una “cicciona complessata” per cui un uomo palesemente non può essere attratto da lei, e lei si è fatta i film mentali.
 

 

Colleghi complici del dirigente 

 
I colleghi hanno definito il dirigente un “giocherellone” (ma guarda un po’, un altro “scherzo sotto i 10 secondi”, immagino!) e addirittura l’uomo sosteneva che la ragazza era sessualmente attratta da lui (il buon vecchio ego maschile che non si smentisce mai!).
Fortunatamente i responsabili del museo sono stati più intelligenti ed è stato prontamente licenziato.
 
 
 

Un’altra sentenza sessista e misogina dalla stessa giudice 

 
L’artefice di queste sentenze è Maria Bonaventura, giudice del Tribunale di Roma, presidente della quinta sezione collegiale, esperta in reati sessuali.
Avete letto bene: “una donna esperta di reati sessuali”.
 
Mi viene da dire: “Cara Maria, (diamoci del tu), ma se PER SCHERZO -ovviamente- ti mandiamo un po’ di uomini, magari vecchi, viscidi, orrendi, che ti palpeggiano infilandoti le mani nelle mutande per 9.59 secondi, uno dietro l’altro, quante risate ti fai? Che bello scherzo, eh? Che poi magari non sei più una giovincella sexy, quindi sicuramente gli uomini non sono attratti veramente da te e ti fai delle lusinghe per nulla! Meglio riderci su, vero?”
 
Lei, tra l’altro, è la stessa giudice che presiederà il collegio del processo per lo stupro di una minorenne da parte di cinque giovani, avvenuto a capodanno 2021. Aspettiamo con ansia la sentenza in cui magari si definirà la vittima una “facilotta, poco di buono”.
 
 
 
 

Il patriarcato interiorizzato nelle donne 

Insomma, ormai è chiaro: le donne non solo non vengono credute, ma vengono accusate di essersi sognate tutto, di esagerare, di essere pazze.
 
Nulla di nuovo dal fronte del patriarcato e tutto sommato, anche se fa male, non stupisce nemmeno più di tanto che sia una donna a rappresentarlo e a portarlo avanti così bene.
 
Lo abbiamo già constatato in altre occasioni: troppo spesso, le donne che fanno strada in un mondo patriarcale, la fanno proprio perché seguono le regole e sostengono il patriarcato.
 
Sono quelle che lottano contro ad essere tagliate fuori.
Sono quelle che si rifiutano a fare sesso col capo che vengono licenziate, le altre invece sono promosse.
 

Le donne di potere spesso appoggiano il patriarcato

Sono quelle che gridano contro il patriarcato che vengono silenziate, le altre invece idolatrate e pubblicizzate come paladine delle donne, tanto basta raccontare che prostituzione, chirurgia estetica, ecc. siamo “empowering” e non oggettivizzanti e il gioco è fatto.
 
Non ci stupiamo quindi, che nelle posizioni di potere troviamo donne che pensano e agiscono in questo modo.
 
I PM hanno già depositato un ricorso contro quelle sentenze, ma la giudice vuole fare a sua volta una denuncia al Csm contro i PM.
Questa non è giustizia, ma sopraffazione patriarcale.
 
Chiediamo l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che venga fatta chiarezza e delineate delle misure di intervento.
 
La violenza contro le donne va fermata, non incentivata con queste sentenze vergognose.
 
Abbiamo bisogno di te per continuare ad aiutare le donne in difficoltà con i nostri servizi gratuiti! Ogni contributo, anche il più piccolo, è importante!
Da oggi puoi anche donarci il tuo 5×1000: IHAVEAVOICE APS – C.F. 92306360287
 

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Bikini blues: cos’è l’ansia da prova costume dell’estate https://ihaveavoice.it/bikiniblues-ansia-prova-costume/ https://ihaveavoice.it/bikiniblues-ansia-prova-costume/#respond Wed, 14 Sep 2022 20:09:04 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=13285   Come contrastare il Bikini Blues, ossia l’ansia della prova costume    Arriva l’estate con le vacanze al mare e con esse anche la famigerata ansia della prova costume. In Australia questa ansia ha anche un nome: bikini blues, ossia la depressione provocata dal non piacersi, dal non riuscire ad accettare come il proprio corpo appare in […]

Bikini blues: cos’è l’ansia da prova costume dell’estate - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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Come contrastare il Bikini Blues, ossia l’ansia della prova costume

  

Arriva l’estate con le vacanze al mare e con esse anche la famigerata ansia della prova costume. In Australia questa ansia ha anche un nome: bikini blues, ossia la depressione provocata dal non piacersi, dal non riuscire ad accettare come il proprio corpo appare in costume. Un’ansia che ci è stata inculcata in decenni di foto photoshoppate sulle pubblicità per prodotti dimagranti, creme anticellulite, palestre, massaggi, ecc., con messaggi atti a minare la nostra autostima e a farci sentire sbagliate, come: “Sei pronta alla prova costume?” o peggio, manipolatori all’ennesima potenza come “Perché io valgo” facendoci credere che il nostro valore sia determinato dal nostro aspetto fisico che deve essere necessariamente uguale a quello propinatoci dalla pubblicità.

 

L’influenza dei social network sulla bikini blues

  Oggi con i vari social network, Instagram in particolare e i suoi mille filtri che modificano completamente il corpo e il viso delle persone nelle foto pubblicate, quell’idea di “corpo perfetto” è ancora più invasiva.Queste donne in foto sono Marilyn Monroe e Sophia Loren, icone di bellezza e sensualità per eccellenza, eppure guardatele in costume: cellulite, cosce in carne, pancetta…Se fossero giovani ora si vergognerebbero del loro corpo? Avrebbero l’ansia della prova costume? Farebbero diete estreme e intense sessioni di palestra per essere più magre e toniche? Sarebbero state derise o magari addirittura insultate e soggette a body shaming dagli chi le incrociava?  Probabilmente sì.

Così come probabilmente modificherebbero le loro foto per pubblicarle sui social.Se tutte noi smettessimo di condannarci all’omologazione degli standard estetici saremmo tutte più felici, ci piaceremmo di più e probabilmente anche più sane.Inoltre, la cosa ironica è che saremmo anche considerate più attraenti dagli uomini, i quali ormai sono assuefatti da immagini false che non rappresentano corpi reali e non sanno nemmeno più riconoscere un corpo di donna vero da uno irreale ottenuto attraverso chirurgia e regimi alimentari estremi e non sani. 

Movimenti body positive e ansia della prova costume

 I movimenti body positive stanno facendo molto, ma la strada è ancora lunga: boicottiamo i filtri che modificano le foto e smettiamo di seguire le varie influencer che mettono in mostra i soliti corpi “perfetti” e normalizziamo i corpi “normali”… Viviamoci l’estate per la bellezza delle passeggiate in riva al mare, per i tuffi e le nuotate, non a seconda di come appaia il nostro corpo in costume! 

Un libro contro il body shaming

 Per i più piccoli abbiamo scritto il nostro libro Maddy e la Ricerca della Bellezza per insegnare che la vera bellezza è dentro di sé, contro la superficialità e il body shaming, sperando che le nuove generazioni non debbano più soffrire l’estrema pressione per l’aspetto fisico che abbiamo sofferto noi! 

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I commenti d’odio dopo il post sul Bodypositive di ieri https://ihaveavoice.it/commenti-odio-post-bodypositive/ https://ihaveavoice.it/commenti-odio-post-bodypositive/#respond Thu, 18 Feb 2021 13:09:03 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=8441 I pesanti attacchi Dopo il post di ieri sul bodypositive con le parole di una nota scrittrice Ieri abbiamo pubblicato un post sul body positive, contro la grassofobia. Abbiamo usato le parole di una nota scrittrice, poiché esprimevano un pensiero molto giusto, su un tema molto importante. Purtroppo è successo il finimondo. Qualche decina di […]

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I pesanti attacchi Dopo il post di ieri sul bodypositive con le parole di una nota scrittrice

Ieri abbiamo pubblicato un post sul body positive, contro la grassofobia.

Abbiamo usato le parole di una nota scrittrice, poiché esprimevano un pensiero molto giusto, su un tema molto importante.

 

Purtroppo è successo il finimondo.

 

Qualche decina di persone hanno iniziato con attacchi pesanti, con le peggiori accuse verso la scrittrice, addirittura di “sterminio di massa”, ripetute per centinaia e centinaia di commenti.

 

Il tutto perché questa scrittrice ha esposto delle opinioni che non sono state gradite (a ragione o meno, non è il punto) da una determinata parte di persone.

 

Quelle opinioni non erano in alcun modo presenti nel post pubblicato, tuttavia questo non è stato sufficiente.

 

Mi è stato chiesto di “eliminarla”. Farla scomparire, escluderla, cancellarla per sempre.

 

La violenza rivolta a quella scrittrice mi ha veramente sconvolta.

 

Io credo innanzitutto che ognuno debba avere il diritto di poter esporre la propria opinione con rispetto e, se qualcuno non è d’accordo, può contestarla portando le proprie motivazioni, con altrettanto rispetto.

 

Credo inoltre che si debbano giudicare fatti e parole, nel merito, e non fare tifi da stadio privi di senso. Penso che si possa essere d’accordo su di una cosa e in disaccordo su un’altra, senza dover odiare quella persona e senza voler disprezzare tutto ciò che quella persona abbia detto o fatto in vita sua.

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IL FEMMINISMO NON è ODIO:

Ma soprattutto, credo che questo “pseudo-femminismo” estremista, che odia e attacca chiunque abbia anche un solo pensiero diverso dal proprio, sia la cosa peggiore che potesse capitare al vero femminismo.

 

E questo vale per tutti coloro che sono estremisti in un senso o nell’altro.

 

Il femminismo non è odio. 

 

Il femminismo non è cancellare donne solo perché hanno opinioni diverse.

 

Le opinioni diverse ci sono e ci saranno sempre, ma bisogna avere l’onestà intellettuale di portare avanti i propri principi sempre, non solo quando fa comodo. 

 

Bisogna saper capire le situazioni, distinguere cosa sia giusto o sbagliato in ogni caso specifico. Si deve cercare un confronto costruttivo, capire le posizioni dell’altra persona ed esporre le proprie per trovare un punto di incontro.

E se quel punto di incontro non si trova, si porterà avanti la propria causa, ma comunque nel rispetto del prossimo.

 

L’odio non è mai la soluzione.

 

E l’odio tra “femministe” è la cosa più infame e aberrante che ci possa essere.

 

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Le parole della scrittrice Joanne Kathleen Rowling sui canoni estetici imposti dalla società https://ihaveavoice.it/scrittrice-joanne-kathleen-rowling-canoni-estetici-imposti-societa/ https://ihaveavoice.it/scrittrice-joanne-kathleen-rowling-canoni-estetici-imposti-societa/#respond Wed, 17 Feb 2021 15:00:00 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=8427 J. K. Rowling, celebre autrice di “Harry Potter”, parla dei canoni estetici contemporanei. Queste parole sono state dette da Joanne Kathleen Rowling, scrittrice famosa per aver scritto Harry Potter. «”Grassa” di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla.  Ricordavo di averlo visto succedere sia quando andavo a scuola, […]

Le parole della scrittrice Joanne Kathleen Rowling sui canoni estetici imposti dalla società - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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J. K. Rowling, celebre autrice di “Harry Potter”, parla dei canoni estetici contemporanei.

Queste parole sono state dette da Joanne Kathleen Rowling, scrittrice famosa per aver scritto Harry Potter.

 

«”Grassa” di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla. 

 

Ricordavo di averlo visto succedere sia quando andavo a scuola, sia tra le adolescenti. Così ho ricordato com’è strano e malsano l’insulto “grassa”.

 

Voglio dire, “grassa” è davvero la cosa peggiore che possa essere una persona? Essere “grassi” è peggio che essere vendicativi, gelosi, superficiali, vanitosi, noiosi o crudeli? 

 

No, per me no, ma del resto, che ne so io delle pressioni sociali sulla magrezza

 

Vengono indicati come esempi da imitare quelle celebrità le cui più grandi imprese sono unghie perfettamente smaltate, le cui uniche aspirazioni sembrano essere farsi fotografare con nove vestiti diversi in una sola giornata. La cui unica funzione nel mondo sembra essere il sostegno del commercio di borse dal prezzo esorbitante e di cagnolini grossi come ratti. 

 

Forse tutto questo sembra comico o di poca importanza, ma non è così.

 

Si tratta di quello che le ragazze vogliono essere, di quello che suggeriscono loro di essere e di come si sentono per essere come sono. Un mondo ossessionato dalla magrezza mi preoccupa, perché non voglio ci siano cloni emaciati con l’ossessione di sé stesse e con la testa vuota. 

 

Vorrei ragazze indipendenti, interessanti, idealistiche, gentili, caparbie, originali, divertenti. Ci sono un migliaio di cose, prima di “magre”.»

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DICIAMO NO AI CANONI ESTETICI IMPOSTI:

A queste giustissime parole aggiungo solo che “grassa” è un insulto rivolto anche dagli uomini alle donne per sminuirle, facendole sentire rifiutate, sbagliate, non conformi al modello di bellezza imposto.

 

Inoltre, purtroppo, le donne a cui è rivolto la parola “grassa” come insulto, spesso non hanno nemmeno un peso eccessivo, ma sono perfettamente normopeso e in salute.

 

Il concetto di “donna magra”, infatti, è spesso associato ad un corpo sottopeso, spingendo quindi le donne verso possibili disturbi alimentari pericolosi.

 

Ecco perché usare la parola “grassa” come insulto è doppiamente sbagliato.

 

>> ATTENZIONE: QUESTO POST PARLA DI GRASSOFOBIA<<

Le altre posizioni di J.K Rowling non sono qui menzionate e non sono ovviamente oggetto del post.

 

Una persona può avere delle opinioni condivisibili e non condivisibili.

 

Credo comunque che sia giusto evitare i tifi da stadio, ma imparare a discernere: giudicare sempre nel merito e caso per caso.

 

Condividere una posizione sulla grassofobia, non significa condividere necessariamente anche altre opinioni.

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La prima cosa che si nota di una donna è sempre il suo aspetto https://ihaveavoice.it/la-prima-cosa-che-si-nota-di-una-donna-e-sempre-il-suo-aspetto/ https://ihaveavoice.it/la-prima-cosa-che-si-nota-di-una-donna-e-sempre-il-suo-aspetto/#respond Fri, 22 Jan 2021 13:51:30 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=7117 La bellezza delle donne punta alla perfezione estetica. Se una donna non ha le unghie dei piedi perfettamente smaltate e i talloni lisci, è sciatta. Per un uomo basta che i suoi piedi siano puliti. Se una donna non si depila le gambe, non ha la pelle idratata, senza cellulite e smagliature, non si può guardare. Le […]

La prima cosa che si nota di una donna è sempre il suo aspetto - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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La bellezza delle donne punta alla perfezione estetica.
 
Se una donna non ha le unghie dei piedi perfettamente smaltate e i talloni lisci, è sciatta. Per un uomo basta che i suoi piedi siano puliti.
 
Se una donna non si depila le gambe, non ha la pelle idratata, senza cellulite e smagliature, non si può guardare. Le sue gambe devono essere lunghe e muscolose (ma non troppo) e lei deve indossare scomodissimi tacchi a spillo che a lungo andare deformano i piedi, pur di slanciare la sua figura. Delle gambe di un uomo non se ne sente mai parlare, a meno che non fosse vestito da donna.
 
Le donne devono avere un sedere magro ma tondo, possibilmente sodo. Ovviamente non ci può essere nemmeno un pelo, e se vogliono piacere ancora di più è suggerito lo sbiancamento. Il sedere di un uomo è sufficiente che sia pulito, ma a volte nemmeno di quello si preoccupano.
 
Per i genitali, poi, per le donne è necessaria la depilazione completa, nonostante il dolore atroce, altrimenti fa schifo. E ci sono anche operazioni chirurgiche per modificarne l’aspetto e addirittura restituire la tanto ammirata verginità. Per gli uomini? Beh, se è pulito è già tanto.
 
Le donne devono avere la pancia piatta e tonica, anche da anziane, anche dopo aver partorito. Altrimenti bisogna nasconderla con abiti larghi. La pancia degli uomini? Si sa: “uomo de panza uomo de sostanza”.
 
Le donne devono essere magrissime ovunque, tranne che sul seno, quello deve essere grosso, altrimenti se lo devono rifare o vengono prese in giro a vita. Gli uomini non dovrebbero avere le tette, ma se le hanno, non importa, perché di un uomo “conta la personalità”.
 
Le donne non devono avere un pelo da nessuna parte, nemmeno sulle braccia, e sono costrette a subire dolorose e continue cerette o costosi trattamenti estetici. Gli uomini pelosi, invece, sono apprezzati perché hanno testosterone, quindi sono virili.
 
Le donne devono avere un viso liscio, sempre, senza rughe, anche quando l’età avanza, truccato ma non troppo, altrimenti sembra una “maschera”, ma nemmeno troppo poco, o sembra sciatta. La pettinatura deve essere perfetta, e naturalmente femminile, altrimenti sembra un maschiaccio e guai se ha anche solo qualche capello bianco, altrimenti è una vecchia. Le sopracciglia? A seconda delle mode, quando vanno sottili bisogna togliersele, quando vanno spesse bisogna farsele tatuare. Il naso deve essere piccolo, i denti bianchi, le labbra carnose e sensuali, la pelle uniforme, nessun pelo. Gli uomini? Ogni faccia va bene, anche il nasone, la barba, e con le rughe e i capelli bianchi sono pure affascinanti, e anche i calvi piacciono.

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La prima cosa che si nota di una donna è sempre il suo aspetto, anche se è una dirigente, una scienziata, una scrittrice o qualsiasi altro lavoro che non c’entri nulla con la bellezza. Dell’aspetto di un uomo, invece, se ne parla solo se è bello, altrimenti “sarebbe scortese”.
 
Questo pensiero è così radicato nella società, che sono proprio le donne le prime a sentirsi inadeguate se non si conformano al modello estetico imposto, tanto che ci si critica e insulta a vicenda se non si rispettano i canoni.
 
E la cosa più terribile? Che non importa quanta fatica facciamo, quanto tempo e quanti soldi impieghiamo, probabilmente ci sentiremo sempre che qualcosa non va, oppure la moda cambia, e quello che prima andava bene, adesso non va più e dobbiamo cambiare ancora, in una continua rincorsa a voler essere ciò che non siamo, per piacere a qualcuno a cui probabilmente comunque non ha alcun vero interesse per noi, altrimenti dobbiamo subire critiche e sentirci che non siamo mai abbastanza.
 
Cosa succederebbe se potessimo uscire di casa esattamente come siamo, senza perdere ore di trucco e parrucco, senza aver speso capitali su creme e cremine che non fanno assolutamente nulla?
 
Quante cose faremmo in più se non dovessimo perdere tutto quel tempo e quei soldi solo per inseguire dei canoni sociali?
 
Cosa succederebbe se tutti notassero prima la nostra personalità del nostro aspetto? Quanto investiremmo di più su quello che ci interessa e ci fa divertire e meno su qualcosa di effimero come la bellezza?
 
Una donna già parte in svantaggio rispetto ad un uomo proprio per questo, perché è costretta a modificare il proprio corpo, solo per essere accettata e non criticata, mentre un uomo è libero di essere quello che è e va bene così.
 
La parità parte anche da qua.

P.S. Questa era la ragazza prima degli interventi estetici, per far capire che sì, andiamo bene lo stesso.

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Il bodyshaming insegnato fin dall’ infanzia https://ihaveavoice.it/bodyshaming-insegnato-fin-da-infanzia/ https://ihaveavoice.it/bodyshaming-insegnato-fin-da-infanzia/#respond Sun, 17 Jan 2021 18:31:26 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=6873 I messaggi che insegnano il body shaming nascosti sui libri di scuola “Come vorrei diventare una ragazza magra e affascinante!” Ecco un’altra perla insegnata nei libri di scuola: si passa dagli stereotipi di genere al body shaming, instillando fin da giovanissime l’odio per il proprio corpo e la sottomissione ai canoni estetici imposti, perché piacere […]

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I messaggi che insegnano il body shaming nascosti sui libri di scuola

“Come vorrei diventare una ragazza magra e affascinante!”

Ecco un’altra perla insegnata nei libri di scuola: si passa dagli stereotipi di genere al body shaming, instillando fin da giovanissime l’odio per il proprio corpo e la sottomissione ai canoni estetici imposti, perché piacere agli altri deve essere la nostra unica fonte di gioia.

Una frase che rende insicure le donne, che fa credere ai maschi che una donna vale solo ed esclusivamente se conforme ai canoni estetici, legittimando anche forme di derisione e bullismo.

E per fortuna che la scuola dovrebbe avere un ruolo formativo per creare adulti sicuri di sé e rispettosi del prossimo.

Ecco perché abbiamo scritto il libro Maddy e la Ricerca della Bellezza  per insegnare a bambini e bambine che la vera bellezza è dentro di sé, contro la superficialità e il body shaming!

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Alle donne non è dato il permesso di invecchiare, Nemmeno a Julia Roberts https://ihaveavoice.it/donne-invecchiamento-stereotipi-julia-roberts/ https://ihaveavoice.it/donne-invecchiamento-stereotipi-julia-roberts/#respond Thu, 14 Jan 2021 12:50:38 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=6728 La risposta di Julia Roberts a chi non accetta l’invecchiamento delle donne. Alle donne non è dato il permesso di invecchiare.  Nemmeno a Julia Roberts. Lei, una delle attrici più apprezzate e più richieste a Hollywood, a 53 anni, dopo una vita di successi, dopo aver dimostrato talento e carisma, è stata insultata per il […]

Alle donne non è dato il permesso di invecchiare, Nemmeno a Julia Roberts - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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La risposta di Julia Roberts a chi non accetta l'invecchiamento delle donne.

Alle donne non è dato il permesso di invecchiare. 

 

Nemmeno a Julia Roberts.

 

Lei, una delle attrici più apprezzate e più richieste a Hollywood, a 53 anni, dopo una vita di successi, dopo aver dimostrato talento e carisma, è stata insultata per il suo aspetto, perché ha avuto l’ardire di “invecchiare”.

 

Ebbene sì, alle donne non è permesso. Devono essere giovani, seducenti, perfette, in eterno, altrimenti non valgono niente.

 

Ma Julia ha saputo rispondere a dovere:

 

“Sotto una foto mi hanno scritto: ‘come stai invecchiando male, sei orribile’. Quello che è successo mi ha fatto capire quanto deve essere difficile essere una giovane donna al tempo dei social. Ho 50 anni, so chi sono e so cosa voglio, ma commenti del genere possono ferire. 

 

Voglio invecchiare con dignità, umorismo e serenità, senza fare ricorso alla chirurgia plastica.

 

L’importante è non prendere questo mestiere troppo sul serio. Se non vogliono darmi un ruolo perché sembro vecchia, vorrà dire che il progetto me lo produco io. Ho gli specchi anche io ma non sono ossessionata dall’idea della bellezza a tutti i costi.

 

Qualcuno ha detto che fino ai quaranta vesti la tua vita con il tuo viso, dopo inizi ad indossare la tua vita sul viso, il che dovrebbe portarmi ad avere una faccia carina, perché sono felice della mia vita”. 

 

Una lezione di vita a tutti, e soprattutto lo sradicamento dell’idea di bellezza imposto alle donne.

 

Invecchiare è un diritto e non c’è nulla di cui vergognarsi. 

 

Anzi, ognuno dovrebbe essere felice della propria età e delle gioie legate ad ogni stagione della vita.

 

Meravigliosa Julia Roberts, una donna intelligente, bella fuori, ma soprattutto dentro: l’influencer che vorrei.

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Giovanna Botteri contro il body shaming https://ihaveavoice.it/giovanna-botteri-body-shaming-canoni-estetici/ https://ihaveavoice.it/giovanna-botteri-body-shaming-canoni-estetici/#respond Mon, 11 Jan 2021 12:00:00 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=6686 le parole della giornalista Giovanna Botteri, presa in giro diverse volte per il suo aspetto fisico. <em>“Non mi sono colorata i capelli e non indosso abiti firmati. Credo che sia un diritto di ognuno di noi di esprimersi al meglio, essere quello che siamo. Ho colleghe geniali e preparate che indossano tacchi a spillo ed […]

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le parole della giornalista Giovanna Botteri, presa in giro diverse volte per il suo aspetto fisico.

“Non mi sono colorata i capelli e non indosso abiti firmati. Credo che sia un diritto di ognuno di noi di esprimersi al meglio, essere quello che siamo. Ho colleghe geniali e preparate che indossano tacchi a spillo ed hanno i capelli sempre perfetti. Non deve essere nemmeno il modello opposto, ma solo come meglio ti senti. 

Io faccio la giornalista non faccio la soubrette, e cerco di essere vestita in modo civile e decente ma da professionista che lavora.

 

Sono una giornalista, scrivo, lavoro, faccio reportage, il mio lavoro è tutto qui: andare in televisione, essere al mio posto. Da me la gente non si aspetta pettinature hollywoodiane, si aspetta di sapere le notizie, di sapere quello che sta succedendo.

Questo è un momento in cui una società si interroga su stessa e sui modelli che si rivelano, delle gabbie in cui non vuole più essere. Sei chiuso in casa, la gente ti muore intorno, non vuoi saperne nulla. È il momento di discutere di noi stessi e di sentirci accettati.”

 

Queste sono le parole della bravissima giornalista Giovanna Botteri, presa in giro diverse volte per il suo aspetto fisico, per il semplice fatto che non vuole seguire i dettami estetici imposti alle donne, e solo alle donne, e semplicemente ha deciso di invecchiare, avere le rughe, avere i capelli bianchi e indossare scarpe ed abiti comodi come fanno tutti gli uomini, senza essere svalutati, ed anzi, per molti di loro acquisendo fascino.

 

Grandissima Giovanna, abbattiamo i canoni estetici imposti alle donne, dobbiamo sentirci belle esattamente per come siamo, senza dover modificare il nostro corpo, per nascondere una cosa naturalissima e bellissima come invecchiare.

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ALOPECIA: chi dice che per essere bella bisogna avere i capelli? https://ihaveavoice.it/alopecia-bellezza-capelli/ https://ihaveavoice.it/alopecia-bellezza-capelli/#comments Fri, 30 Oct 2020 14:51:00 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=2738 la testimonianza di silvia, contro i canoni estetici imposti alle donne. “Dove sta scritto che per essere bella bisogna avere i capelli? Chi dice che per piacersi ci si debba omologare? Io sono Silvia, ho 30 anni e da 15 anni sono pelata. L’alopecia è una malattia del sistema immunitario che porta alla perdita dei […]

ALOPECIA: chi dice che per essere bella bisogna avere i capelli? - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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la testimonianza di silvia, contro i canoni estetici imposti alle donne.

“Dove sta scritto che per essere bella bisogna avere i capelli?


Chi dice che per piacersi ci si debba omologare?

Io sono Silvia, ho 30 anni e da 15 anni sono pelata.


L’alopecia è una malattia del sistema immunitario che porta alla perdita dei peli del corpo e in casi come il mio ti rende pelata. È molto diffusa tra la donne che spesso vivono questa condizione con vergogna. 


Se ci pensate forse anche voi tra le vostre conoscenze avete quella persona che ha pochi capelli o quella persona che ha i capelli troppo perfetti che sembra quasi una parrucca.

Non è facile vivere in una società che ci vuole perfette: magre, alte, giovani, sempre in ordine. 


A noi donne viene richiesto di elevarci a certi standard: non parlare troppo, non vestirti in modo provocante, cura il tuo aspetto. Sono tutte imposizioni e alcune riguardano il nostro modo di apparire. Devi avere i capelli in ordine, il trucco perfetto, vestirti in un certo modo.


Ma quando i capelli ti vengono strappati via dall’oggi al domani, questi concetti meramente estetici vengono messi a dura prova.

E allora se sono calva cosa significa? Sono meno bella? Valgo di meno? 

Quando la vita ci mette davanti a queste domande siamo forzate a guardarci dentro. 


Cos’è la vera bellezza? Come possiamo tirarla fuori? Che cosa significa bellezza quindi? Non è forse la luce che brilla da dentro di noi? Non è forse il sorriso più disarmante che abbiamo? Non è forse il riflesso della nostra anima? 


No, per essere bella non hai bisogno di perdere quei chili in più. Non hai bisogno di avere quella taglia di reggiseno, o quel naso all’insù, o le labbra carnose.

Non hai bisogno di omologarti. 


Per essere bella non hai bisogno dei capelli.


Devi amare te stessa, devi accettarti. Guardarti allo specchio ogni giorno e amati di più con più forza di prima. 


La vera bellezza parte proprio da là.”

 

Questa è la testimonianza che ci è arrivata da Silvia e noi l’appoggiamo e la sosteniamo: non soccombete ai dettami estetici imposti. Amatevi sempre per come siete!

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senza filtri: amiamoci per quello che siamo https://ihaveavoice.it/senza-filtri-amiamoci-per-quello-che-siamo/ https://ihaveavoice.it/senza-filtri-amiamoci-per-quello-che-siamo/#comments Tue, 06 Oct 2020 22:49:00 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=2345 Dopo la copertina di Vanessa Incontrada, la cantante Arisa ha pubblicato una foto nei social network senza filtri. SENZA FILTRI: basta credere che non andiamo bene come siamo, basta modificare il nostro corpo per rispettare i canoni imposti da altri, basta credere che il nostro valore sia dato dal nostro aspetto.  Amiamoci per quello che […]

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Dopo la copertina di Vanessa Incontrada, la cantante Arisa ha pubblicato una foto nei social network senza filtri.

SENZA FILTRI: basta credere che non andiamo bene come siamo, basta modificare il nostro corpo per rispettare i canoni imposti da altri, basta credere che il nostro valore sia dato dal nostro aspetto. 


Amiamoci per quello che siamo. Siamo Vita.


Dopo la copertina nuda di Vanessa Incontrada che ci ricorda che nessuno ci può giudicare, ieri la cantante Arisa ha pubblicato una foto nei social network senza filtri. 


Ed è anche iniziata una campagna hashtag #iosonocosì con cui le donne condividono le loro foto esattamente come sono, senza photoshop, senza filtri e, soprattutto, senza soccombere ai canoni estetici imposti.


Queste sono le parole potenti usate da Arisa, da leggere, rileggere e leggere ancora. 


E ogni volta che crediamo di non essere abbastanza belle per meritarci affetto e gioia, ritornare a leggerle:


“Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale della mia faccia. Senza filtri. Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente. Le mie serate le  impiagavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più. 

Io lo so che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social, ma non voglio che sia più un mio problema. 

Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che  pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me. Mi chiedo allora perché solo io dovrei sentirmi meno amabile con la mia faccia, la mia età e la mia cellulite. Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare? 

Ogni problema diventa un problema solo se gli permettiamo di esistere.  

Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico. Per non parlare del “ ci è o ci fa(?)”che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura. 

Questo alle donne capita spesso perché siamo in una società che dà per scontato che una donna possa essere messa in discussione per aspetti futili già in famiglia e che sia tutto normale. 

Da bambine dobbiamo essere accettate da nostro padre e non dare troppo fastidio a nostra madre che è una donna come noi con problemi annessi, da adolescenti  dobbiamo passare l’esame della classe, dei primi flirt, delle amiche fighe che decidono se siamo all’altezza di stare nel gruppo. Poi, vogliamo parlare del mondo del lavoro?? 

È ora di svegliarsi. 

Sentirci sbagliate ci rende ottime acquirenti. 

Depotenzia il nostro valore; ci divide e il mondo va a rotoli. 

Amiamoci per quello che siamo.

Siamo Vita.”

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