sessismo Archivi - IHAVEAVOICE https://ihaveavoice.it/tag/sessismo/ Unite si può! Thu, 13 Jul 2023 16:37:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 https://i0.wp.com/ihaveavoice.it/wp-content/uploads/2020/09/cropped-Schermata-2020-09-08-alle-18.16.52.png?fit=32%2C32&ssl=1 sessismo Archivi - IHAVEAVOICE https://ihaveavoice.it/tag/sessismo/ 32 32 185760810 Sentenze Sessiste: I giudici Contro Le Donne https://ihaveavoice.it/sentenze-sulla-violenza-di-genere-sessiste-colpevolizzano-le-vittime/ https://ihaveavoice.it/sentenze-sulla-violenza-di-genere-sessiste-colpevolizzano-le-vittime/#respond Thu, 13 Jul 2023 14:11:05 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=14830 Violenza di genere: la vittima è colpevole per la giustizia che emette sentenza sessista Sempre più di frequente le sentenze di violenza di genere sono sessiste contro le stesse vittime e trovano attenuanti ai carnefici, finendo per infliggere ulteriore violenza. STUPRATA? O TE LA SEI CERCATA O TE LO SEI INVENTATA. Si sentono spesso questi […]

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Violenza di genere: la vittima è colpevole per la giustizia che emette sentenza sessista

Sempre più di frequente le sentenze di violenza di genere sono sessiste contro le stesse vittime e trovano attenuanti ai carnefici, finendo per infliggere ulteriore violenza.

STUPRATA? O TE LA SEI CERCATA O TE LO SEI INVENTATA.
Si sentono spesso questi commenti, a volte, purtroppo, anche da donne.
Spesso provengono da persone di basso livello culturale e si limitano ad essere commenti nei social network o le solite chiacchiere da bar.
 
 

Le attenuanti a favore degli stupratori nelle sentenze sessiste

 
Ultimamente però, ci sono ci sono state alcune sentenze emesse addirittura da giudici donne che seguono queste tesi:
 
Troppo brutta per essere stata stuprata: 22enne peruviana ritenuta troppo mascolina per attirare il desiderio maschile “nemmeno gli piaceva” –
Ancona, 2019.
 
Stupro senza aggravante se la vittima si è ubriacata: due 50enni invitano una giovane donna a cena, lei beve di sua volontà ubriacandosi e per questo non viene dato l’aggravante per lo stupro
– Torino, 2018.
 
Indossava il tanga, non è stupro: elemento di difesa dell’avvocato, accolto poi nella sentenza stabilendo insufficienza di prove contro lo stupro
– Irlanda, 2018.
 
Pena ridotta se lo stupro è completo: marito ubriaco obbliga la moglie a rapporti contro la sua volontà, ma i giudici gli danno ragione perché “assume rilevanza la qualità dell’atto compiuto più che la quantità di violenza fisica esercitata“.
Venezia, 2014.
 
– Se la vittima indossa slip contenitivi non è stupro: il procuratore ha considerato impossibile un rapporto sessuale non consenziente se la vittima usa gli slip contenitivi.
Inghilterra, 2013.
 
Se il violentatore non raggiunge l’orgasmo non c’è stupro: numerose studentesse della University of Southern California hanno confessato che alcune denunce di stupro effettuate nel campus sono state volontariamente ignorate dai vertici dell’Istituto, poiché il presunto stupratore non ha avuto un orgasmo durante la penetrazione, essendo troppo ubriaco, non si può parlare di reato.
California, 2013. 
 
– Condannata dopo lo stupro subìto perché colpevole di avere avuto rapporti extra-matrimoniali. Donna norvegese di 24 anni aveva denunciato lo stupro di un collega, ma era stata fermata e rischiava 16 mesi di carcere per rapporti sessuali extra-matrimoniali, poi rilasciata grazie all’intervento dei diplomatici norvegesi.
Dubai, 2013.
 
– Sconto di pena al terzo violentatore: ha solo “consumato” e non costretto.
Tre uomini contro una diciottenne. Durante una violenza di gruppo viene riconosciuto uno sconto di pena a chi non abbia partecipato a indurre la vittima a soggiacere alle richieste sessuali del gruppo, ma si sia semplicemente limitato a consumare l’atto.
Reggio Calabria, 2012.
 
Se non sei vergine lo stupro subìto è meno grave: giovane quattordicenne cresciuta in un ambiente socialmente degradato e difficile, avendo già avuto altri rapporti sessuali, avrebbe riportato meno danni dallo stupro subìto dal patrigno di 40 anni.
 
I giudici quindi hanno considerato giusto che al violentatore fossero riconosciute le attenuanti per la “minore gravità del fatto“.
Roma, 2006.
 
Lo stupro non esiste se indossi i jeans: i jeans sarebbero impossibili da sfilare in caso violenza sessuale, quindi la ragazza deve averlo fatto consensualmente. Roma,1999.
 
I casi sono tanti e durante i processi non mancano domande assurde come quello che ha interessato la giudice Maria del Carmen Molina Mansilla, donna, che chiese in aula di una ragazza vittima di ripetuti stupri in famiglia se avesse provato almeno a serrare le gambe e i genitali per impedire la violenza.
 
 
 

Le sentenze sessiste rispecchiano la mentalità maschilista

 
E oltre allo stupro ci sono state anche le ultime sentenze di femminicidio:  “delusione d’amore” per giustificare atti così riprovevoli o “tempesta emotiva” come attenuante, ottenendo addirittura un dimezzamento della pena in appello,  fortunatamente poi respinto in Cassazione.
 
Sentenze a dir poco vergognose che rispecchiano una mentalità maschilista e becera dove la donna, in quanto tale, è colpevole.
 
In Italia, in Europa e nel resto del mondo, la violenza sulle donne continua, gli stupri si susseguono brutalmente e le legislature dei vari Paesi non sono, evidentemente, ancora concepite per tutelare davvero la donna e stabilire giuste pene per chi si macchia di un crimine così odioso e terribile.
 
Tutto questo è scandaloso, ma lo è ancora di più il fatto che spesso è proprio nei tribunali che assistiamo ad ulteriori umiliazioni delle vittime di violenza.
 
Ci vogliono pene più dure e meno attenuanti.
 
E soprattutto, bisogna cambiare questa mentalità, insegnare il rispetto e il diritto alla libertà per le donne.
 
 
 
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BARBERO: “ALLE DONNE MANCA QUALCOSA PER IL SUCCESSO”? https://ihaveavoice.it/barbero-successo-donne/ https://ihaveavoice.it/barbero-successo-donne/#respond Fri, 22 Oct 2021 11:05:46 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=11824 Perché quello che ha detto Barbero sulla differenza tra il successo tra donne e uomini è sbagliato. Le parole pronunciate dallo storico Alessandro Barbero, sulla differenza tra uomini e donne per il successo, hanno, fortunatamente, causato diverse polemiche e un dibattito acceso.  “Vale la pena chiedersi se non ci siano differenze strutturali tra uomo e […]

BARBERO: “ALLE DONNE MANCA QUALCOSA PER IL SUCCESSO”? - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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Perché quello che ha detto Barbero sulla differenza tra il successo tra donne e uomini è sbagliato.

Le parole pronunciate dallo storico Alessandro Barbero, sulla differenza tra uomini e donne per il successo, hanno, fortunatamente, causato diverse polemiche e un dibattito acceso.
 
“Vale la pena chiedersi se non ci siano differenze strutturali tra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi?”
 

Quali sono le differenze tra uomini e donne raggiungere il successo?

 

La risposta è molto semplice: sì, esistono differenze. Non sono differenze biologiche, ma sociali e culturali.

E quelle differenze si chiamano PATRIARCATO.

Uomini al potere che di fronte ad una donna che osa dimostrare idee e carattere, magari con il coraggio di contrastare proprio il potere degli uomini, la tagliano fuori. La ritengono “str*nza”, esagerata, arrogante.
Magari nonostante costei sia più preparata di loro, la relegano a porta-caffè durante le riunioni e non le danno possibilità di esprimersi.
 
Magari danno promozioni solo a quelle donne che ci stanno ai loro giochi seduttivi o, per meglio dire, molestie.
 
E questo accade fin subito, ad inizio carriera. O assecondi il capo di turno (quasi sempre maschio, ovviamente) o sei tagliata fuori. E va avanti la donna che ci sta o il maschio, perché si sa, in quanto uomo viene automaticamente considerato migliore della donna, non importa quali siano le sue capacità e le sue conoscenze.
 

Successo delle donne e meritocrazia

 

In più ci sono tutta una serie di complicazioni che rendono più difficile la carriera delle donne: la maternità, il carico del lavoro domestico che ancora ricade per la quasi totalità sulle donne, ecc.

Oltre a questo, c’è da dire che un mondo che ti fa arrivare al successo solo se sei aggressivo e spavaldo, se sei disposto a schiacciare il prossimo, a mentire, manipolare, ecc. non è un mondo che dobbiamo incoraggiare, anzi, semmai dobbiamo contrastare questa mentalità.

L’aggressività e la spavalderia non sono qualità, dovrebbero essere considerati difetti.

E questo è un altro grosso problema che affligge l’Italia: la mancanza di una vera meritocrazia.

 
 

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LA RISPOSTA AL QUESITO DI BARBERO SUL SUCCESSO MANCATO DELLE DONNE

 

Per rispondere alla domanda di Barbero: le donne non arrivano al successo perché culturalmente non ci sono le condizioni favorevoli per permetterglielo e, inoltre, perché quella via del successo è troppo spesso basata su fondamenti sbagliati.

Quindi basta dare la colpa alle donne per le loro “mancanze” – non abbastanza “aggressive o spavalde”.

 

Iniziamo a dare le responsabilità a chi le ha veramente: la colpa è di chi ha costruito una struttura sociale che ostacola la vera meritocrazia, che limita le donne e che porta avanti solo chi mette in atto comportamenti deprecabili.
 
Riformuliamo quindi la domanda nel modo corretto:
 
“Vale la pena chiedersi se non ci siano differenze strutturali tra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media, gli uomini siano troppo aggressivi, spavaldi e sicuri di sé, magari senza avere le giuste competenze, tanto da impedire le donne ad affermarsi?”

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Petizione per rimuovere le statue sessiste https://ihaveavoice.it/petizione-rimuovere-statue-sessiste/ https://ihaveavoice.it/petizione-rimuovere-statue-sessiste/#comments Mon, 04 Oct 2021 21:04:14 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=11691 Firmiamo la petizione per rimuovere le statue sessiste in Italia. A seguito dei recenti avvenimenti, Ihaveavoice lancia una <b>petizione per rimuovere le statue sessiste</b> ormai troppo diffuse nel nostro paese. Dall’ultima statua della Spigolatrice di Sapri alla Violata di Ancona, dalla Lavandaia di Bologna a, perfino, le statue di Acquapendente dedicate alle giornaliste Ilaria Alpi e […]

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Firmiamo la petizione per rimuovere le statue sessiste in Italia.

A seguito dei recenti avvenimenti, Ihaveavoice lancia una petizione per rimuovere le statue sessiste ormai troppo diffuse nel nostro paese.

Dall’ultima statua della Spigolatrice di Sapri alla Violata di Ancona, dalla Lavandaia di Bologna a, perfino, le statue di Acquapendente dedicate alle giornaliste Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, assassinate in zona di guerra. Tutte hanno una cosa in comune: donne nude o quasi, in atteggiamenti spesso sensuali o sottomessi.

statua sessualizzata

UN’ICONOGRAFIA SESSISTA DELLE DONNE. 

 

Da un censimento effettuato dal collettivo Mi Riconosci, sta emergendo un’iconografia estremamente sessista delle donne in Italia. Nude o seminude, in atteggiamenti sensuali e lascivi, anche quando la figura che rappresentano non ha niente a che vedere con questo immaginario.
 

Un immaginario sessista, creato nella maggioranza dei casi da uomini, per soddisfare le percezioni maschili della donna. Tutto questo non solo non dà il giusto risalto alle donne rappresentate, ma anzi le oggettifica, svilendole.

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Ordina ora il bellissimo Calendario 2022: i ricavati serviranno per finanziare le nostre iniziative in favore delle donne!

COM’È LA RAPPRESENTAZIONE DELLE DONNE IN ITALIA?

 

Vogliamo una rappresentazione diversa delle donne. Non vogliamo più essere viste solo ed esclusivamente come corpi sensuali, ma vogliamo essere celebrate come esseri umani, per le nostre qualità, esattamente come accade con la maggioranza delle statue dedicate agli uomini.
 
Basta pensare alla differenza della statua dedicata al giornalista Indro Montanelli, a Milano: seduto, con un libro in mano, elegantemente vestito, dimostrando fierezza e dignità.
Le giornaliste di guerra Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, invece, sono completamente nude, senza un valido perché. 
 
Così come non c’è nessun motivo per la totale nudità della lavandaia, messa inoltre in una posizione innaturale per il suo mestiere, al fine di sottolineare il fondoschiena e richiamare una posizione sessuale.
 
Per non parlare poi della statua per denunciare la violenza contro le donne, intitolata Violata, che rappresenta una donna con abiti strappati, seno e sedere nudi in vista. Un’immagine disturbante, soprattutto per le donne che hanno veramente subito violenza e sicuramente non vorrebbero essere rappresentate così. 
 
Tutte statue ampiamente criticate, ma che sono ancora là, protette forse dalla scusa che è “arte”. Ma se l’arte è denigratoria per le donne, è forse giusto tenerla?
 
Se l’obiettivo è celebrare le donne, ma il risultato è farle sentire oggettificate, sminuite, sessualizzate, allora perché mantenere queste statue? O peggio, continuare imperterriti a riproporne di simili, peraltro quasi sempre per mano di artisti uomini?

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FIRMA LA PETIZIONE PER RIMUOVERE LE STATUE SESSISTE.


È per questo che abbiamo lanciato una petizione per rimuovere le statue sessiste presenti in diversi comuni italiani e sostiturle con altre, possibilmente realizzate da artiste donne, che esprimano l’essenza femminile dando loro dignità e rispetto.
 
Potete sostenere la nostra petizione condividendola e firmandola qui.
 
Per cambiare il sessismo presente in Italia è necessario cambiare la rappresentazione che si fa delle donne, dalla televisione ai giornali per arrivare, sì, fino all’arte.
 
Aiutateci a sostenere questa petizione.

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Ursula von der Leyen: trattata come una presenza marginale in quanto donna https://ihaveavoice.it/ursulavonderleyen-sessismo-parlamento-europeo-erdogan/ https://ihaveavoice.it/ursulavonderleyen-sessismo-parlamento-europeo-erdogan/#respond Wed, 07 Apr 2021 20:38:34 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=9925 La Presidente della Commissione Europea trattata come una presenza marginale durante l’incontro con il presidente Recep Tayyip Erdogan. Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione Europea, la carica più importante in Europa e quindi una delle figure più importanti al mondo, <b>è stata trattata come una presenza marginale perché donna</b>. È successo in Turchia, […]

Ursula von der Leyen: trattata come una presenza marginale in quanto donna - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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La Presidente della Commissione Europea trattata come una presenza marginale durante l’incontro con il presidente Recep Tayyip Erdogan.

Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione Europea, la carica più importante in Europa e quindi una delle figure più importanti al mondo, è stata trattata come una presenza marginale perché donna.

 

È successo in Turchia, ieri, durante l’incontro con il presidente Recep Tayyip Erdogan.

 

Per lei, infatti, non è stata prevista una sedia durante l’incontro con il presidente turco e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Mentre i due uomini si sono seduti ai posti d’onore, Ursula von der Leyen, l’unica donna, è stata lasciata in disparte, senza nemmeno preoccuparsi di farla sedere da qualche parte.

 

È stata lei che, per togliersi dall’imbarazzo, ha deciso di sedersi sul divano, posto ben lontano dagli altri due uomini di potere, davanti al ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che però è ben al di sotto di lei nel protocollo diplomatico.

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Un gesto per svilire le donne:

Un chiaro gesto di svilire una donna, quasi di rimetterla al proprio posto, in secondo piano rispetto all’uomo, il tutto mentre Erdogan ama ripetere «Le donne sono le nostre madri» in segno di un rispetto dovuto quasi solo per questo specifico ruolo, ma nei fatti, niente di più di questo.

 

Ricordiamo che da poco la Turchia è anche uscita dalla Convenzione di Istanbul che contrasta la violenza sulle donne, proprio per volontà del suo presidente

 

Oltre al comportamento irrispettoso di Erdogan, va notato quello dell’europeo Charles Michel, che non ha avuto un attimo di esitazione nel considerare Ursula von der Leyen.

 

Sì è seduto nel suo posto d’onore in compagnia dell’altro uomo, incurante del fatto che una donna, suo pari a livello di potere, fosse esclusa.

 

Una vergogna a livello diplomatico, politico e anche di semplice educazione.

 

Le donne devono essere rispettate e se ci sono culture che le sminuiscono, quelle culture devono cambiare.

 

La parità è un nostro diritto e non si torna indietro.

 

SOSTIENI il nostro impegno quotidiano e il nostro progetto per creare una rete di servizi gratuiti per le donne vittime di violenza. Il tuo contributo verrà raddoppiato se riusciamo a raggiungere l’obiettivo di 5000 euro. Mancano solo 10 giorni e abbiamo bisogno di te per vincere insieme questa battaglia.

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catcalling e molestie: cronache di sessismo quotidiano https://ihaveavoice.it/catcalling-molestie-sessismo-quotidiano/ https://ihaveavoice.it/catcalling-molestie-sessismo-quotidiano/#respond Wed, 07 Apr 2021 10:28:50 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=9892 Catcalling e molestie sono esperienze che quasi ogni donna è costretta a subire almeno una volta nella vita. <h4>Catcalling e molestie raccontati da Laura Bates: un fenomeno che inizia già quando siamo bambine</h4><blockquote>"Quando avevo <strong>5 anni</strong>, un uomo si è sporto oltre il muretto di cinta e mi ha chiesto se facevo una capriola così […]

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Catcalling e molestie sono esperienze che quasi ogni donna è costretta a subire almeno una volta nella vita.

Catcalling e molestie raccontati da Laura Bates: un fenomeno che inizia già quando siamo bambine

“Quando avevo 5 anni, un uomo si è sporto oltre il muretto di cinta e mi ha chiesto se facevo una capriola così poteva vedere le mie mutandine.”

“A 6 anni stavo facendo la damigella a un matrimonio, mi sono tolta il maglioncino durante il pranzo e mi sono sentita fischiare dagli uomini adulti vicino. L’ho rimesso subito.”

“Mi sono sentita dire da un compagno di s#cchiargli il pisell*. Avevamo 8 anni e suo padre si mise a ridere.”

“Anche prima dei nove anni mi sono sentita dire che sentirmi fischiare, suonare il clacson, molestare per strada dovevo prenderli come complimenti.”

“Quando avevo dieci anni, il mio vicino cinquantenne mi disse che voleva essere il primo a sapere quando avrei cominciato a sviluppare il seno.”

“A 11 anni, uno dei nostri insegnanti ha organizzato un concorso di bellezza, chiedendo ai ragazzi di votare le ragazze e mettendoci in classifica sulla lavagna.”

“A 12 anni ero al fast-food e un ragazzo mi ha dato un biglietto con una scrittura penosa ma che diceva abbastanza chiaramente «te vojo sc*pà».”

“Mi sento dire che sono carina e mi chiede l’età: 14. A quel punto mi chiede di sederglisi sulle gambe.

“Degli uomini mi hanno urlato dal finestrino «Escile, t*oia del c***o!» Avevo 15 anni.”

“A 16 anni un ragazzo mi butta dentro uno sgabuzzino, dice che «vuole conoscermi» e non voleva lasciarmi andare. Riesco a divincolarmi, mi sono sentita dire che sono una che provoca.”

“Lavoravo in un bar a 18 anni, stavo raccogliendo bicchieri, un uomo aspetta che abbia entrambe le mani occupate e mi agguanta il seno da dietro.”

Queste testimonianze sono tratte dal libro Everyday Sexism, di Laura Bates.

Libro Everyday Sexism di Laura Bates

Catcalling e molestie come espressione del dominio maschile sulle donne

 

Sono esperienze che quasi ogni donna ha dovuto subire almeno una volta nella vita, e probabilmente anche centinaia di simili nell’arco della vita.

In questi giorni ho letto di tutto sul catcalling, tantissimi uomini che lo difendevano come un loro diritto di “corteggiare”.

Ricordiamoci però che questi approcci non hanno mai la vera finalità di conquistare una ragazza, ma piuttosto di renderla un oggetto sessuale, su cui l’uomo vuole dimostrare il proprio dominio.

Quei fischi, “apprezzamenti” spesso volgari e soprattutto le frasi sconce, non sono mai fatte per conoscere il nome o il numero di telefono della donna, sono fini a se stessi, proprio per oggettificarla.

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Catcalling e molestie: fenomeni sminuiti anche da molte donne

Ho visto dire che le donne si lamentano di catcalling solo se l’uomo è brutto e povero, ma se è ricco è bello sono contente.

No, se Brad Pitt in Ferrari fischia e dice “Abbonaaa, guarda che cul*, te sf*nderei” non diventa corteggiamento, rimane molestia perché non siamo animali da monta.

Un complimento è fatto in modo educato, senza volgarità, e se l’occasione lo permette, altrimenti è infastidire e pretendere di entrare nella vita altrui senza permesso.

Alcune delle critiche peggiori al contrasto del catcalling sono arrivate proprio da donne.

Ho letto che alcune sono felici di ricevere queste “attenzioni”.

Peccato però che non si rendano conto che non sono veri complimenti, ma un modo per dimostrare di essere cacciatori e la donna una preda.

Tant’è vero che sono fatti per lo più quando la donna è sola e soprattutto molto giovane, mentre gli uomini che lo fanno sono spesso in gruppo, per ridersela con gli amici.

Ho visto dire che le donne che si lamentano del catcalling lo fanno perché sono brutte e sono invidiose di non ricevere attenzioni.

Peccato che spesso gli uomini urlano dietro alle donne senza nemmeno guardarle in faccia, perché appunto, non è corteggiamento, ma una vera e propria molestia sessista e la bellezza, spesso, non c’entra nulla.

Infine ho visto dire che le donne devono imparare a farsi una risata o a rispondere a dovere, senza fare tante polemiche. E ancora una volta si deresponsabilizzano gli uomini, pensando che loro abbiano il diritto di fare ciò che vogliono perché è la loro “natura” e si dà tutta la colpa alle donne, perché è un loro dovere difendersi o, peggio, accettare divertite e accondiscendenti.

 

 

Alla base del Catcalling c’è la mentalità sessista

 

Questa mentalità è la stessa che colpevolizza le donne in caso di stupro o femminicidio: perché è andata a quella festa e ha bevuto? Doveva stare attenta! Perché non ha lasciato il compagno, non si era accorta che era violento?

Questa è la mentalità sessista che permea l’Italia da sempre, è talmente instillata nella mente che anche le donne stesse sono convinte che certe molestie non solo siano giustificabili, ma gradite.

Ed è questa la mentalità che dobbiamo cambiare.

 
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Sessismo e religione: donne e “femmine femministe” https://ihaveavoice.it/sessismo-religione-donne-femministe/ https://ihaveavoice.it/sessismo-religione-donne-femministe/#comments Tue, 06 Apr 2021 10:43:40 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=9837 Sessismo e religione: le parole di un parroco maschilista contro le donne femministe. <blockquote>“Presente la<strong> differenza tra donna e femminista</strong>? Ecco, un tempo ci stavano le donne, ora le femmine femministe… le donne si fanno rispettare perché hanno la consapevolezza di se stesse, le femmine femministe sono complessate isteriche”. Questo lo ha detto un parroco. […]

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Sessismo e religione: le parole di un parroco maschilista contro le donne femministe.

“Presente la differenza tra donna e femminista?

Ecco, un tempo ci stavano le donne, ora le femmine femministe… le donne si fanno rispettare perché hanno la consapevolezza di se stesse, le femmine femministe sono complessate isteriche”.

Questo lo ha detto un parroco.

 

Lo ha scritto nei commenti di un post che parlava di catcalling.

 

Pare che, per essere donna, si debba avere la consapevolezza di essere inferiori rispetto all’uomo, di dover stare zitte, di dover servire il pene-dotato di turno.

 

In quel caso sì, siamo donne intelligenti, degne di essere considerate esseri umani.

parroco-maschilista

Sessismo e religione contro il femminismo

 

Se invece osiamo avere le nostre opinioni, senza essere indottrinate, se osiamo chiedere i nostri diritti, voler avere pari opportunità rispetto all’uomo, magari anche non essere stuprate e uccise, allora siamo “femmine”, alla stregua di animali.

 

E badate bene, non semplici femmine, ma femmine “complessate e isteriche”.

 

Ma guarda un po’, quasi come le streghe che nel Medioevo venivano bruciate.

 

Oppure come le donne che fino a non molti anni fa venivano rinchiuse nei manicomi perché avevano una personalità che non fosse paragonabile a quella di uno zerbino.

E la conversazione va avanti, gli si fa notare che le tanto isteriche e complessate femministe lottano anche contro la pedofilia e là il “sant’uomo” batte in ritirata cancellando lesto il commento.

 

Chissà come mai… solo le isteriche complessate possono pensare che la pedofilia sia una brutta cosa, o no?

 

Come funziona in questo caso?

Illuminateci, illustrissimi.

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Sessismo e religione: ai bambini si insegna che la donna è colpevole

 

Del resto, cosa ci possiamo aspettare da chi insegna da millenni che la donna è colpevole, che si deve vergognare, mentre l’uomo è giusto, è vita, è speranza?

 

Questo è ciò che è scritto in un libro di religione, per la scuola primaria.

Adamo è vestito di verde, il colore della vita e della speranza. Eva ha le mani coperte in segno di vergogna.

E poi ci chiediamo perché nel 2021 c’è ancora tanto sessismo in Italia?

Perché le donne continuano ad essere discriminate, abusate, colpevolizzate anche quando sono vittime?

Beh, magari se smettessimo di insegnarlo fin dalle elementari e se certi elementi non facessero prediche, probabilmente cariche di sessismo, nelle chiese, allora, forse, non saremmo ancora fermi al Medioevo sotto tanti punti di vista, per quel che riguarda i diritti delle donne.

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Il nuovo programma sessista della conduttrice Nunzia De Girolamo https://ihaveavoice.it/programma-sessista-nunzia-de-girolamo/ https://ihaveavoice.it/programma-sessista-nunzia-de-girolamo/#respond Mon, 08 Feb 2021 12:25:10 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=8055 Nunzia De Girolamo, ex politica, ora conduttrice televisiva e il nuovo programma su Rai 1: “Ciao Maschio”, dove inviterà solo uomini. Nunzia De Girolamo, ex politica, ora conduttrice televisiva. Condurrà un <strong>nuovo programma su Rai 1</strong>, la prima rete pubblica nazionale, intitolato <em>“Ciao Maschio”</em> dove inviterà solo uomini. Ecco le sue parole:   “I maschi […]

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Nunzia De Girolamo, ex politica, ora conduttrice televisiva e il nuovo programma su Rai 1: “Ciao Maschio”, dove inviterà solo uomini.

Nunzia De Girolamo, ex politica, ora conduttrice televisiva. Condurrà un nuovo programma su Rai 1, la prima rete pubblica nazionale, intitolato “Ciao Maschio” dove inviterà solo uomini. Ecco le sue parole:

 

“I maschi sono in difficoltà: avere a che fare con donne che sono diversissime dalle loro madri li disorienta, li infragilisce…”

 

Ben tornati al 1950, anzi no, forse nel 1800.

 

Pensiamo ai poveri maschietti, abituati ad avere le serve in casa che cucinano, puliscono, sono sottoposte in tutto e per tutto ai comandi del capo famiglia “pene-dotato” e soprattutto gli ubbidiscono, senza proferir parola, altrimenti potrebbe arrivare qualche man rovescio, se va bene, altrimenti anche di peggio.

 

Pensiamo ora che questi poveri maschietti, dopo aver goduto di questi privilegi per millenni, abbiano pian piano perso la loro supremazia verso le donne, le quali, dopo decenni di battaglie, sono riuscite ad ottenere il diritto di istruzione, il diritto di voto, il diritto di acquisire delle proprietà ed avere un conto corrente, il diritto di avere un lavoro pagato (quasi) quanto un uomo.

 

Ebbene, mettiamoci dei panni di questi poveri maschietti, suvvia. Le loro difficoltà di non avere più la serva in casa, magari doversi fare la spesa e prepararsi da mangiare da soli, oppure dover pagare qualcuno che lo faccia per loro, mentre prima era un servizio totalmente gratuito!

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Sessismo e femminicidi in Italia:

Ma vi rendete conto?!

 

E poi, pensate che adesso non hanno più il totale monopolio delle posizioni di potere, c’è qualche donna che osa fare l’avvocata, la giudice, addirittura la ministra! (Come la suddetta Nunzia de Girolamo, divenuta Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel 2013, peraltro).

 

Cioè, ma ci immaginiamo quanto fragili siano diventati questi poveri uomini?!

Mica continuano a picchiare e ad ammazzare donne un giorno sì e il giorno dopo pure, figuriamoci!

 

Mica nelle ultime 24 ore c’è stato l’ennesimo femminicidio della 32enne Piera Napoli.

 

Mica i femminicidi sono aumentati in maniera drammatica con l’obbligo di restare in casa, quando mai!

 

D’altra parte, se una donna è costretta in casa col compagno e non gli fa da schiava come lui era abituato con la mammina, lui si “infragilisce” ed è normale che poi l’ammazzi, no?

 

Siamo nel 2021 e siamo messi ancora così.

 

La narrazione maschilista nei media e nel giornalismo:

In televisione le donne fanno programmi di cucina (vuoi non preparare il pranzetto al tuo uomo?), fanno programmi di bellezza e/o moda (vuoi non essere bella e arrapante per il tuo lui?), fanno reality dementi dove tipicamente vengono portati avanti tutti i peggiori stereotipi di genere, oppure fanno qualche programma strappalacrime, perché poi si sa, le donne sono creature dolci e docili, alla ricerca del principe azzurro che le salvi.

 

Solo poche giornaliste si salvano, parlando almeno di politica, per il resto non esistono modelli di donne veramente emancipate.

 

Abbiamo però bisogno di altri programmi che glorifichino l’uomo, colpevolizzando e mettendo in secondo piano le donne, come se in tutti questi millenni non fosse già stato fatto abbastanza.

 

Sapete cosa vi dico? Basta.

 

Non se ne può più di questa narrazione maschilista. Questo programma è indecente ed è una vergogna che sia proprio la Rai a mandarlo in onda.

 

Vogliamo programmi che diano spazio alle donne, e non per farle sculettare in abitini succinti, ma per farle ragionare, esprimere le loro idee, aiutare le donne a prendere consapevolezza di sé e a realizzarsi.

 

Boicottiamo questi programmi maschilisti.

Diamo voce alle donne.

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Dopo il post di denuncia di sessismo sui programmi Mediaset, la segnalazione di RTI https://ihaveavoice.it/segnalazione-rti-dopo-denuncia-sessismo/ https://ihaveavoice.it/segnalazione-rti-dopo-denuncia-sessismo/#respond Fri, 05 Feb 2021 12:33:22 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=7999 Post denuncia di sessismo nei programmi Mediaset: Rti ci attacca con una segnalazione per violazione dei diritti di copyright. Dopo il nostro post di denuncia del sessismo sui programmi Mediaset di ieri (leggi <a href="https://ihaveavoice.it/revenge-porn-programmi-mediaset/" target="_blank" rel="noopener">QUI</a>), anche RTI, l'azienda che produce i programmi Mediaset, ci ha attaccato con una segnalazione. Ha segnalato il nostro […]

Dopo il post di denuncia di sessismo sui programmi Mediaset, la segnalazione di RTI - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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Post denuncia di sessismo nei programmi Mediaset: Rti ci attacca con una segnalazione per violazione dei diritti di copyright.

Dopo il nostro post di denuncia del sessismo sui programmi Mediaset di ieri (leggi QUI), anche RTI, l’azienda che produce i programmi Mediaset, ci ha attaccato con una segnalazione.

 

Ha segnalato il nostro post a Facebook per… tenetevi forte: VIOLAZIONE DEI DIRITTI DI COPYRIGHT!

 

Perché abbiamo riportato uno spezzone di qualche minuto dei loro programmi spazzatura, per far vedere il sessismo che veniva mostrato in televisione.

La segnalazione
Violazione dei diritti RTI

Facebook ci penalizza di nuovo:

La cosa più assurda è che ha riportato anche vecchi articoli dove avevamo mostrato altri spezzoni sessisti da altri programmi, tipo Il Grande Fratello.
 
Peraltro quegli spezzoni erano stati condannati anche da altre pagine e giornalisti vari con milioni di followers, sicuramente molto più visibili di noi, ma chi è che sono andati a segnalare? Noi.
 
E Facebook cosa fa? Ci toglie il post, ci penalizza, e ci minaccia ancora una volta di chiuderci definitivamente la pagina se commettiamo altri “peccati” come quello di denunciare a voce alta contro tutto il sessismo che regna sovrano in Italia.
 
Vi ricordo che già siamo state pesantemente penalizzate per i nostri post contro le baby influencer e la pedofilia online, tanto che siamo passate ad avere dalle 100/200.000 fino ad un milione e oltre di visualizzazioni a post a meno di 3000 visualizzazioni, cioè praticamente Facebook sta facendo scomparire la nostra pagina.

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Nonostante le richieste di supporto, nessuno risponde:

E la cosa più assurda? Dopo le minacce pesantissime che abbiamo ricevuto dai genitori di una baby influencer abbiamo scritto a Selvaggia Lucarelli che si era occupata di casi simili, come tantissimi nostri follower su nostra richiesta, e nessuna risposta. 

 

Abbiamo scritto a giornalisti, programmi tv, pagine seguitissime, nessuno ci ha mai risposto.

 

Danno visibilità a chiunque praticamente, ma noi che ci battiamo attivamente contro la violenza sulle donne, la pedofilia e il sessismo, aiutando anche centinaia di donne, niente. 

 

Ve lo dico: sono schifata.

 

Sapevo che l’Italia era un Paese difficile, ma non immaginavo così maledettamente malato.

 

Sto pensando ad un piano B nel caso Facebook cancelli definitivamente la nostra pagina

 

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Revenge Porn nella trasmissione Mediaset Uomini e donne https://ihaveavoice.it/revenge-porn-nella-trasmissione-mediaset-uomini-e-donne/ https://ihaveavoice.it/revenge-porn-nella-trasmissione-mediaset-uomini-e-donne/#respond Fri, 05 Feb 2021 09:43:14 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=7971 Grave episodio di Revenge porn e Slut shaming nella trasmissione Mediaset “Uomini e donne”. Mi sono sempre rifiutata di guardare programmi trash, come i vari reality che impestano la televisione italiana. Oggi però mi hanno segnalato un grave episodio di Revenge Porn nella trasmissione Uomini e Donne. Il programma è seguito da milioni di persone, […]

Revenge Porn nella trasmissione Mediaset Uomini e donne - IHAVEAVOICE - Unite si può!

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Grave episodio di Revenge porn e Slut shaming nella trasmissione Mediaset "Uomini e donne".

Mi sono sempre rifiutata di guardare programmi trash, come i vari reality che impestano la televisione italiana. Oggi però mi hanno segnalato un grave episodio di Revenge Porn nella trasmissione Uomini e Donne. Il programma è seguito da milioni di persone, va in onda nel primo pomeriggio, quindi visto anche dai più giovani.


Una donna, Aurora, “corteggiava” un “tronista”, Giancarlo. 


Lui inizia una discussione facendo da intendere che lei non è la “santarellina che vuole far credere”.

 

QUI IL VIDEO (dal minuto 33).

Slut shaming e Revenge Porn:

E già qua inizia lo slut shaming, facendo passare il concetto che se una donna non è pia e casta, nemmeno da adulta, allora inevitabilmente è una poco di buono da svilire e disprezzare.

 

A questo si aggiungono le fantomatiche “prove” ossia dei video che lei avrebbe mandato a lui. E lui fa presupporre siano video intimi di lei. Va a prendere il telefono e li mostra prima agli “opinionisti” e vengono poi inquadrati in televisione. E qui si tratta di revenge porn.

 

Se non fosse poi che questi fantomatici video, diventano uno, dove lei semplicemente si inquadra il volto e sorride. Ma, a parte questo, l’insinuazione ai video osé per screditarla come “poco di buono” era evidente.

 

Se già questo non fosse una scenetta vomitevole, si aggiungono i commenti dei vari ospiti che attaccano la donna, difendendo l’uomo, dicendo addirittura che se lei infastidisce lui, lui fa bene a difendersi così.

 

Inoltre, la mancanza di un vero intervento della conduttrice Maria De Filippi, che si limita a dichiararsi neutra, senza condannare con forza quanto accaduto.

 

La donna a questo punto è costretta a giustificarsi e a dare le prove che non ha fatto nulla di male. Come se avere un’intimità fosse una cosa di cui vergognarsi per una donna e debba essere messa alla gogna per questo.

 

Insomma, in meno di un ora un concentrato di slut shaming, revenge porn, bullismo e sessismo, il tutto tra urla e sceneggiate di una bassezza infinita.

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Fermiamo il sessismo in TV:

Ma questo squallore non si ferma qua. Le puntate sono registrate, non in diretta, quindi c’è stata la precisa scelta di far vedere questo teatrino misogino. Pur di fare qualche ascolto in più, va benissimo mandare messaggi altamente diseducativi, come se in Italia non ci fossero già  grossi problemi di sessismo e di revenge porn. Come se queste cose non avessero già portato alla morte di donne.

 

L’ho già detto in diverse occasioni: per combattere il maschilismo imperante di questo Paese si deve cambiare la cultura, partendo proprio dai mass media, televisione e social in primis.

 

Dobbiamo pretendere rispetto per le donne. Ovunque e soprattutto in TV.

 

Boicottiamo queste schifezze. Diciamo basta.

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“Ve la diamo gratis..”: il sessismo nelle pubblicità https://ihaveavoice.it/ve-la-diamo-gratis-il-sessismo-nelle-pubblicita/ https://ihaveavoice.it/ve-la-diamo-gratis-il-sessismo-nelle-pubblicita/#respond Sun, 24 Jan 2021 16:25:34 +0000 https://ihaveavoice.it/?p=7474 La pubblicità sessista della SGS <strong><em>“Ve la diamo gratis”.</em></strong> <strong>E figuriamoci se non si casca sempre nei soliti cliché patetici: la cameriera vestita sexy, a disposizione dell'uomo arrapato</strong>. E se questa pubblicità non fosse già abbastanza squallida, arriva anche la <strong>risposta di <em>“scuse”</em> dall'azienda che pensa bene di dire</strong> <strong>che</strong> mica è colpa loro, figuriamoci, <strong>siamo state […]

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La pubblicità sessista della SGS

“Ve la diamo gratis”.
 
E figuriamoci se non si casca sempre nei soliti cliché patetici: la cameriera vestita sexy, a disposizione dell’uomo arrapato.
 
E se questa pubblicità non fosse già abbastanza squallida, arriva anche la risposta di “scuse” dall’azienda che pensa bene di dire che mica è colpa loro, figuriamoci, siamo state noi ad “interpretare male il loro messaggio” che “voleva essere solo motivo di un sano sorriso”.
 
Fatevi una risata, insomma. Nemmeno quello siete in grado di capire?
Questa è “ironia che contraddistingue gli uomini e le donne liberi”: dire che le donne sono oggetti di piacere che la danno gratis per il piacere del maschio, dov’è il sessismo in tutto ciò?
 
Anzi, pare addirittura che questa “divertente” pubblicità sia stata creata “da un grafico “donna” e che la SGS dispone di personale quasi totalmente “donna”.”
 
Virgolettando la parola “donna”, sia mai che si fraintenda.
 
E poi, vuoi mettere “il personale quasi totalmente donna”? Un ottimo lavoro probabilmente sottopagato per fare le pulizie, wow, questo sì che è empowerment femminile! E ci scommetto che quel “quasi” sia dovuto al fatto che i dirigenti della società siano uomini, parità di genere perfettamente raggiunta, insomma!

CIOCCOLATINI IHAVEAVOICE

Creati con amore in collaborazione con una azienda 100% femminile.

Basta, vogliamo essere rispettare.
 
Cari titolari della SGS, voi il rispetto per le donne nemmeno sapete cosa sia, se credete che l’evidente allusione sessuale di dare in “omaggio” la parte intima femminile delle vostre lavoratrici debba far ridere qualcuno.
 
E, oltre alla meschinità di questo messaggio, continuate a ribadire che siamo noi donne a “fraintendere” quasi a darci delle sceme, mentre gli unici che non capiscono le basi della parità di genere e del rispetto per le donne siete solo voi.
 
Segnaliamo tutti la pubblicità all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP – link QUI), e vediamo se anche loro “fraintendono” il vostro fine umorismo da “uomini liberi”.
 
P.S. Care donne che lavorate da loro, vi consigliamo mettervi in proprio che datori di lavoro del genere non vi servono, se non sapete come fare, abbiamo dei corsi proprio per voi: basta essere sfruttate!

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