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La verità sulla depilazione

Oggi riaprano i centri estetici e ritorna la depilazione: la verità su questa dolorosa usanza che colpisce le donne.

Oggi, 18 maggio, si ritorna a poter uscire quasi normalmente, si riaprono anche i centri estetici e, con loro, milioni di donne torneranno a sottoporsi al rituale della depilazione.

 

In questo lungo periodo di lockdown, moltissime donne, chiuse in casa e senza poter vedere nessuno, non si sono depilate, pur potendo usare metodi fai da te (rasoio, epilatore, ceretta, ecc.).

 

Come mai? Perché evidentemente non ci si depila “solo” per noi stesse, ma perché è una usanza ritenuta essenziale per presentarsi in pubblico.

 

Quante di voi detestano la depilazione perché è dolorosa, costosa e richiedere molto tempo? Scommetto molte.

 

Quante di voi, nonostante la odiate, avrebbero il coraggio di uscire non depilate? Scommetto nessuna o quasi.

 

Alcune donne dicono di volerlo fare per motivi di igiene.

 

In realtà, però, non è così.

 

C’è tantissima disinformazione sui peli che sono sempre stati visti come qualcosa di brutto di cui vergognarsi, anche se hanno delle funzioni molto importanti per il nostro organismo.

 

I peli, infatti, come quelli pubici e del naso, hanno proprio la funzione di proteggere le zone intime e più delicate dagli agenti esterni.

 

Jen Gunter, una famosa ginecologa newyorkese, dichiara: «La rimozione dei peli pubici è una scelta estetica e può comportare dei rischi a livello medico».

 

Un’altra convinzione diffusa è che la depilazione totale del pube aumenti il piacere sessuale nelle donne, ma non è mai stata dimostrata. Invece, è certo che la ceretta sia causa di irritazioni della pelle, fino ad arrivare a bruciature di primo grado e ad infezioni per i peli incarniti.

 

I peli, oltre ad una funzione igienica, hanno molte altre funzionalità fondamentali.

 

Essi, infatti, hanno anche un ruolo termoregolatore, alzandosi all’occorrenza, per ostacolare la perdita del calore corporeo. Svolgono inoltre un’importante funzione percettiva, captando stimoli tattili altrimenti impercettibili, grazie alla fitta rete nervosa che circonda i follicoli piliferi (che è anche la causa dell’enorme dolore della depilazione).

 

I peli delle ascelle, poi, sono particolarmente importanti perché aiutano a ridurre l’attrito tra pelle e tronco, riducendo il rischio di irritazione e, soprattutto, risultano fondamentali per proteggere i linfonodi localizzati in quella posizione.

 

Inoltre, tutti i peli, in particolar modo quelli ascellari, ricoprono la delicata funzione di diffondere il sudore apocrino, ricco di ferormoni, ossia sostanze deputate al richiamo sessuale.

 

Insomma, quei peli che ci ostiniamo a togliere con tanto dolore, perché qualcuno ci ha convinte che siano “brutti e sporchi” in realtà hanno tantissime funzioni molto importanti, tra cui proprio quelle di tenerci pulite e soprattutto di aumentare il nostro naturale richiamo sessuale!

 

Poiché proprio quei motivi per cui siamo convinte sia giusto depilarsi non sono veri, anzi, di fatto è vero il contrario, rendendo la depilazione controproducente, come mai sono così stigmatizzati e c’è così tanta disinformazione?

 

La risposta è molto semplice: basti pensare che il fatturato dei prodotti per la depilazione è previsto arrivare ad un valore di 1,35 miliardi di dollari nel 2020.

 

Questo redditizio mercato, iniziato nel 1915 da King Camp Gillette, quando mise in commercio il primo rasoio da donna della storia, trovò la sua fortuna grazie alle pubblicità sulle riviste femminili di quegli anni, diffondendo la convinzione che le donne fossero più belle glabre e che i peli fossero qualcosa per cui provare imbarazzo.

 

Si cominciò con le ascelle, poi si passò alle gambe, fino ad arrivare alla rimozione di tutti i peli dell’inguine, moda che nacque nel mondo del porno. Le inquadrature, infatti, erano più dettagliate senza i peli e quando gli uomini videro la novità nei film osé, cominciarono a chiedere alle loro donne di imitare le pornodive.

 

La depilazione femminile è ormai un’abitudine talmente diffusa e radicata che riteniamo i peli qualcosa di sporco, di cui vergognarsi e disprezziamo chi non si depila, tant’è vero che la depilazione è diventata un obbligo tacito e le ragazzine iniziano a depilarsi fin da giovanissime, anche a partire da 12/13 anni.

 

Tutto questo mentre i peli maschili vengono considerati da sempre una cosa normale, nel privato e nel pubblico, anzi, spesso vengono considerati virili.

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Ricapitolando:

  1. I peli servono per la nostra igiene, per la nostra naturale attrattiva sessuale, e per moltissime altre funzioni corporee importanti.
  2. La depilazione non solo ci priva di tutti le funzioni importanti dei peli, ma ci provoca molto dolore e spesso porta dei rischi a livello medico.
  3. Per fare qualcosa che ci fa potenzialmente male, possiamo arrivare a spendere ogni mese cifre fino a 100/200 euro, o anche di più, sprecando dalle 2 alle 4 ore o più.
 
Il tutto ciò perché? Perché degli uomini per guadagnare ci hanno convinto attraverso le pubblicità che i nostri peli siano disgustosi e ce ne dobbiamo vergognare. E perché sempre gli uomini hanno deciso che per il loro piacere sessuale noi dobbiamo soffrire immensamente togliendoci i peli pubici.
 
Care donne, oggi uscite sì, ma prima di correre dall’estetista a procurarvi per l’ennesima volta quel dolore intenso, sborsando delle cifre non indifferenti, rifletteteci su.
 
Quando vi raccontate che lo fate per voi e per l’igiene, ora sapete che non è così.
 
So benissimo che per una donna uscire pelosa equivale a condannarsi alla vergogna estrema, io stessa non ne avrei il coraggio.
 
Ma prendiamo atto di cosa sia veramente la depilazione e perché è diventato un obbligo inflitto alle donne.
 
E magari, andiamo oltre e liberiamoci da questa imposizione, iniziamo ad amare il nostro corpo, così come la natura ce lo ha dato, senza più continuare a torturarlo per dare ascolto a qualche pubblicità.

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