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senza filtri: amiamoci per quello che siamo

Dopo la copertina di Vanessa Incontrada, la cantante Arisa ha pubblicato una foto nei social network senza filtri.

SENZA FILTRI: basta credere che non andiamo bene come siamo, basta modificare il nostro corpo per rispettare i canoni imposti da altri, basta credere che il nostro valore sia dato dal nostro aspetto. 


Amiamoci per quello che siamo. Siamo Vita.


Dopo la copertina nuda di Vanessa Incontrada che ci ricorda che nessuno ci può giudicare, ieri la cantante Arisa ha pubblicato una foto nei social network senza filtri. 


Ed è anche iniziata una campagna hashtag #iosonocosì con cui le donne condividono le loro foto esattamente come sono, senza photoshop, senza filtri e, soprattutto, senza soccombere ai canoni estetici imposti.


Queste sono le parole potenti usate da Arisa, da leggere, rileggere e leggere ancora. 


E ogni volta che crediamo di non essere abbastanza belle per meritarci affetto e gioia, ritornare a leggerle:


“Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale della mia faccia. Senza filtri. Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente. Le mie serate le  impiagavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce. Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più. 

Io lo so che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social, ma non voglio che sia più un mio problema. 

Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che  pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me. Mi chiedo allora perché solo io dovrei sentirmi meno amabile con la mia faccia, la mia età e la mia cellulite. Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare? 

Ogni problema diventa un problema solo se gli permettiamo di esistere.  

Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico. Per non parlare del “ ci è o ci fa(?)”che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura. 

Questo alle donne capita spesso perché siamo in una società che dà per scontato che una donna possa essere messa in discussione per aspetti futili già in famiglia e che sia tutto normale. 

Da bambine dobbiamo essere accettate da nostro padre e non dare troppo fastidio a nostra madre che è una donna come noi con problemi annessi, da adolescenti  dobbiamo passare l’esame della classe, dei primi flirt, delle amiche fighe che decidono se siamo all’altezza di stare nel gruppo. Poi, vogliamo parlare del mondo del lavoro?? 

È ora di svegliarsi. 

Sentirci sbagliate ci rende ottime acquirenti. 

Depotenzia il nostro valore; ci divide e il mondo va a rotoli. 

Amiamoci per quello che siamo.

Siamo Vita.”

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