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Il drammatico declino dell’immagine della donna in Italia

partire dalla televisione e dai media per risollevare l'immagine della donna

Dal 1983 al 1989, ci fu il programma “Drive In” che aveva tra le sue “attrazioni” le ragazze “Fast food” in abiti succinti, pronte a sculettare e a sorridere, per la gioia degli uomini.

 

Tra il 1987 e il 1991, andava in onda “Colpo grosso”, il cui momento clou era lo strip delle ragazze “Cin-Cin”, che rimanevano con il seno al vento, ancora oggi citato in trasmissioni e film.

 

Fu poi il turno di “Striscia la notizia”, ancora in onda dal 1988, ben 32 anni di “Veline”, anch’esse giovani ragazze che fanno balletti dai tratti provocanti in abiti succinti, e il massimo di parole che dicono è salutare in modo ammiccante.

Da lì quasi ogni programma di quiz o intrattenimento, dedicato alle famiglie aveva le “vallette”, ossia le “Letterine”, le “Ereditiere”, “Madre Natura” tutte con la funzione di ballare in modo provocante senza aprire bocca. 

 

Addirittura si è arrivati ad avere la “valletta sotto il tavolo”, una donna chiusa dentro una gabbia trasparente sotto al tavolino del conduttore, che usciva solo per cantare in modo stonato, per enfatizzare la sua totale incapacità e la sua utilità solo per il suo aspetto fisico per il piacere degli occhi dell’uomo. 

Poi gli immancabili “Cinepanettoni” con le solite “donnine” sexy pronte ad andare con il vecchio ricco bavoso di turno, in contrapposizione con le mogli “vecchie, brutte e grasse”, disprezzate dai mariti per correre dietro a quelle ragazze. 

Dove le donne valgono solo per il loro aspetto fisico e sono totalmente prive di valori morali. E se invecchiano, poi, orrore! Bisogna disfarsene, perché la donna non va amata per la sua personalità, figuriamoci, va usata per il suo corpo.

 

Infine pensiamo a programmi molto in voga ai giorni nostri, come “Uomini e Donne”, “Grande Fratello”, “Isola dei Famosi” e “La pupa e il secchione”, reality che mettono in mostra donne sempre in atteggiamenti sexy, spesso stupide e di una ignoranza imbarazzante, tutte perfettamente in linea con il canone estetico imposto alle donne (magre, seno abbondante, labbra carnose, ecc.), quasi tutte rifatte, il cui unico scopo è quello di sedurre gli uomini.

Cosa hanno in comune tutti questi programmi dagli anni ’80 ai giorni nostri?

È semplice: l’immagine della donna ridotta ad oggetto sessuale, priva di intelligenza, di personalità, utile solo per il piacere degli uomini.


Questi programmi erano appannaggio delle reti Mediaset (Fininvest prima) per poi attecchire nell’immaginario comune e arrivare anche in Rai e nel resto della televisione italiana.


Sono questi programmi che deturpano l’immagine della donna in Italia e la riducono ad una “bambola” spesso stupida e volgare.


Questa immagine funziona così bene che moltissime donne, in cerca di notorietà, e soprattutto cresciute con questi esempi, continuano fieramente ad incarnare questo cliché, e così nascono le varie “influencer” col lato B in bella vista per qualche like.


Questo degrado della donna deriva ed è, allo stesso tempo, causa dell’ignoranza, dell’appiattimento sociale, della desertificazione culturale e morale che in Italia sembrano inarrestabili.


Dobbiamo partire dalla televisione e dai media per risollevare l’immagine della donna. 


Solo così potremmo avere più rispetto da parte degli uomini e soprattutto avere più rispetto di noi stesse, evitando di seguire certi esempi che ci vengono inculcati da 40 anni ormai. 


Lo dobbiamo a noi stesse, alle nostre figlie e a tutte le donne che verranno.

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4 commenti su “Il drammatico declino dell’immagine della donna in Italia”

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