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narrazioni inaccettabili

"il gazzettino" e "il mattino" raccontano la versione dello stupratore

“Un macigno che diventa un po’ meno pesante, ma sempre macigno è.”

 

“Ero in un momento difficile perché ero stato lasciato dalla fidanzata.”

 

Ecco altri due “capolavori” del giornalismo italiano.

 

Dino Maglicarabiniere di Padova, ha abusato di 14 turiste, non una, che già sarebbe rivoltante, ma ben 14 donne. 

 

Tra il 2012 e il 2014 aveva violentato cinque ragazze e ne aveva drogate una decina. Vittime innocenti che si sono fidate di lui, probabilmente anche per il suo ruolo pubblico di garante delle leggi e della sicurezza, che lui ha narcotizzato e poi si è approfittato di loro.

 

In primo grado era stato condannato a 12 anni e 8 mesi di carcere, poi diminuito a 9 anni e 8 mesi in Appello.

 

Il Gazzettino racconta la versione dello stupratore, il quale si giustifica dicendo che “era in un momento difficile perché era stato lasciato dalla fidanzata”. E poi continua nell’articolo dicendo che lui “non è un mostro, anzi ha paura” e aggiunge che “le ragazze si sono influenzate in una chat” e soprattutto “si sono ubriacate da sole”.

 

Eh beh, poverino, bisogna capirlo no? Tutti noi se soffriamo per un ex poi andiamo in giro a stuprare chi ci va, per tirarci su il morale, giusto? 

 

Per non parlare del fatto che se le donne sono ubriache, gli uomini hanno tutti il diritto e la libertà di stuprarle, giusto? Se la sono cercata loro, giusto?

 

E poi, quel “si sono influenzate a vicenda in chat”, certo, mica è stato il suo corpo che ha abusato di loro senza averne il consenso, a portarle a denunciare, figuriamoci, è stata la chat.

 

Questo articolo scritto dal giornalista Marco Aldighieri, del Gazzettino.

 

Poi passiamo all’altra perla della giornalista Elena Livieri, del Mattino

“Un macigno che diventa un po’ meno pesante, ma sempre macigno è.”

 

Cioè, fatemi capire, il macigno dovrebbe essere per le donne vittime di violenza, giusto? E se i giudici riducono la pena al loro stupratore, quel macigno dovrebbe essere più pesante, giusto?

 

E invece per questa giornalista il macigno diventa “meno pesante”. 

Non è quindi che il macigno sia per lui, povero uomo sofferente ed impaurito, e per fortuna i giudici sono stati clementi con lui tanto da rendergli quel macigno “un po’ meno pesante” abbassandogli la pena?

 

Io spero, con tutto il cuore, che non sia questa l’interpretazione da dare a quella frase, perché se così fosse sarebbe una cosa di una gravità inaudita.

 

Una cosa è certa, però, le narrazioni di certi giornali sono estremamente sbagliate.

 

Le vittime di violenze sono ancora dipinte come coloro che “se la sono cercata” o “se la sono inventata”, mentre gli stupratori e gli assassini sono i “sofferenti e spaventati” quasi che l’ingiustizia l’abbiano subita loro.

 

Ecco, queste narrazioni non sono accettabili e vanno cambiate.

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