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università e scuole elementari: attacco alla parità di genere

mentre un professore universitario attacca la parità di genere, una maestra elementare viene attaccata per sostenerla.

Due scuole, due attacchi alla parità di genere.


Da una parte, una maestra propone un laboratorio sulla parità di genere ai suoi alunni della scuola elementare Marconi di Firenze, dove semplicemente voleva mostrare che i ruoli delle fiabe possono essere rivisitati, facendo interpretare ad esempio il ruolo di Cappuccetto Rosso a un bambino e quello del lupo a una bambina.

 

Il quotidiano “La Nazione” parla del suo progetto titolando “Ai maschi ruoli femminili” e questo scatena una bufera di insulti pesantissimi e minacce, tra cui addirittura: 

Due bastonate di notte a quell’insegnante e vedrete come smette subito.”

“Maestra da licenziare subito.”

“Da ergastolo, vanno presi a pedate questi ignobili.”

“Non mandate i figli a scuola, sono pedofili.”


Attacco ripreso anche dal Senatore Pillon, che parla di “distruggere l’identità sessuale dei bambini”, quando in realtà non si è mai parlato di sfera sessuale, ma di semplici ruoli, ossia si spiega che le qualità positive o negative sono caratteristiche personali e non legate al genere.


Dall’altra parte, il Professore di Bioetica alla facoltà di Medicina dell’Università di Bari, Donato Mitola, fa una lezione pregna di pregiudizi di genere, attaccando le donne per la loro indipendenza, dicendo che non possono fare lavori “razionali” e devono stare a casa coi figli. 

Un elenco di frasi che portano indietro la donna direttamente di qualche secolo: 

“Le separazioni sono quasi sempre dovute alla donna perché è diventata autonoma.”

“Le mamme devono accudire i figli, altrimenti i bambini diventano psicopatici.”

“Se fai l’aborto uccidi una persona”

“Non ci possono essere giudici donne, perché giudicare vuol dire essere imparziali e le donne invece sono condizionate dall’emotività.”


Due episodi vergognosi, ennesima dimostrazione dell’arretratezza dell’Italia sui temi della parità di genere e rispetto per le donne.

Un’arretratezza che va combattuta, proprio con l’istruzione e fin da piccoli.


È proprio per questo che ho scritto un libro per bambini che tratta in modo leggero e semplice la parità di genere. Un libro che probabilmente dovrebbe essere letto anche da tanti adulti e specialmente certi politici e docenti universitari.


Ecco una frase semplice, tratta dal libro in uscita il primo dicembre, che credo anche loro possano capire:

“Ricordati che non ci sono differenze tra uomini e donne, ci sono solo diversi talenti, e ognuno deve scoprire e coltivare il proprio, rispettando sempre il prossimo: perché siamo sì tutti diversi, ma tutti ugualmente speciali nelle nostre diversità!”

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