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“Baby influencer sexy”: ecco i social

Le "baby influencer": il maschilismo che colpisce anche le bambine

Hanno 6, 9 e 12 anni e sono “baby influencer gestiste dalle madri.”

 

Abbigliamenti e pose troppo sexy per la loro età, sguardi ammiccanti, il tutto per attirare like da una maggioranza uomini adulti, anche stranieri, che commentano scrivendo “hot” (sexy), o peggio: “Che tette che fisico, voglio fare sesso con te” o “Tra un paio di anni sarà nel cast di Rocco”. Oppure commenti di ragazzine che si sentono brutte, non vedendosi come loro, giusto per iniziare fin da giovanissime a convincersi che il nostro corpo non va bene, se non ci omologhiamo ai canoni.

Madri “manager” delle figlie, ancora bambine, che le truccano, le vestono con abitini succinti, le mettono nelle tipiche pose sessualizzate e oggettificate per il piacere del maschio, e le immortalano il tutto nella spasmodica ricerca di visibilità, magari per guadagnare qualche soldo sponsorizzando qualche prodotto di serie b o qualche negozio di periferia.

Ma alcune, pare, famose ci diventano davvero e guadagnano pure, e giù di abiti firmatissimi, barche, e forse, chissà, qualche imbottitura per aiutare le curve che si stanno formando, oppure già un salto dal chirurgo, sia mai non essere sufficientemente arrapanti a 12 anni.

E no, non lo si fa spinti dalla disperazione di guadarsi da mangiare, ma per l’egocentrismo, per la vanità, per il nulla cosmico dettato dai social e dai vari “influencer” che li popolano, il tutto condito con la mentalità patriarcale che dà valore alla donna se e solo sé incarna i dettami di bellezza e soprattutto di sensualità che servono ad arrapare gli uomini.

 

E, per la cronaca, esistono anche “baby influencer” maschi, con gli account gestiti dai genitori, che hanno milioni di followers e guadagnano molto bene, e sapete quali sono i contenuti pubblicati sui social di questi bambini? Semplice: loro che giocano! Nessuna posa ammiccante, nessun truppo o abitino succinto, niente di niente. Solo bambini felici che fanno quello che tutti i bambini dovrebbero fare: giocare!

Le differenze tra bambine e bambini:

E quindi, se i bambini possono giocare senza essere sexy, perché le bambine no?

Perché la società in cui viviamo è profondamente maschilista.


Un maschilismo interiorizzato con cui ogni donna è costretta a crescere fin da piccolissima. Basta guardarsi intorno, sui cartelloni pubblicitari, alla televisione, sui social: la donna deve seguire un determinato modello estetico e comportamentale o non esiste. Non le viene dato spazio. In tutto ciò dove serve intelligenza e competenza, le donne spariscono e c’è solo spazio per gli uomini. Quelle poche che sono presenti, hanno un ruolo di serie B o sono comunque giudicate per il loro aspetto fisico, prima che per i loro meriti professionali.


Ed ecco il risultato: non solo ogni donna deve avere a che fare con questa mentalità, ed è completamente schiacciata se vuole farsi valere per il suo cervello, ma addirittura le madri insegnano questo alle figlie, rendendole piccoli oggetti per il piacere dello sguardo maschile perverso.


E ricordiamolo ancora una volta: l’Italia ha il primato mondiale per turismi sessuale minorile, con ben 80.000 uomini che pagano bambine anche piccolissime in cambio di sesso, nei paesi più poveri.

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I rischi  che si corrono caricando le foto sui social media:

Quindi no, questi “followers” pronti a mettere cuori e faccine ammirate sotto le foto di queste bambine “sexy” non sono in buona fede. Care madri in cerca di notorietà usando il corpo delle vostre figlie, sappiate che le foto delle vostre figlie in internet sono alla mercé dei pedofili.

 

 

E se questo non fosse abbastanza per inorridire, sappiate che condannate le vostre figlie alla superficialità, alla vanità, all’egocentrismo, insomma alla morte dell’anima e della mente.

 

 

E no, non è empowerment femminile mettere il proprio corpo in mostra per qualche like e qualche soldo. Il vero empowerment è altro: è coraggio, intelligenza, valori, umanità.

 

 

Abbiamo un estremo bisogno di nuovi modelli da seguire per le donne, dobbiamo esaltare chi incarna qualità vere, non un corpo da bambola sexy e niente più di questo.

 

 

E soprattutto, abbiamo bisogno di dare dignità alla donna in quando essere umano e smettere di sessualizzarla ad ogni età.

Vedi la continuazione QUI (Minacce e insulti dai genitori delle “baby influencer”) e QUI (“Baby influencer”: le prove e altre minacce)

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2 commenti su ““Baby influencer sexy”: ecco i social”

  1. non ci sono canoni estetici omologanti ma esiste la bellezza fisica, esistono uomini e donne fisicamente più belli e attraenti di altri non c’è nulla di male va accettato, esistono uomini e donne con un potere attrattivo maggiore accettiamolo e anche la cura estetica è libera scelta per quanto riguarda gli adulti. Il sex appeal è cosa umana, maschile e femminile non è oggettificante nè sbagliato quando è espresso da persone adulte, una persona maggiorenne ha tutto il diritto di essere sexy e mostrarsi sexy sui social se è quello che vuole è libera scelta consapevole e non c’è nulla di oggettificante o patriarcale ma deve essere MAGGIORENNE qui parliamo di bambine quindi questo è gravissimo. il se appeal e la sensualità è cosa bella e umana non patriarcale ma va riservato agli adulti, è un gioco adulto legittimo, i bambini devono starne fuori

    1. Spero che tu stia scherzando?? Ma sei serio? Mi auguro che tu non hai figlie perché penso che da padre non ti piacerebbe se tua figlia venisse stuprata.

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