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Bikini blues: cos’è l’ansia da prova costume dell’estate

 

Come contrastare il Bikini Blues, ossia l’ansia della prova costume

  

Arriva l’estate con le vacanze al mare e con esse anche la famigerata ansia della prova costume. In Australia questa ansia ha anche un nome: bikini blues, ossia la depressione provocata dal non piacersi, dal non riuscire ad accettare come il proprio corpo appare in costume. Un’ansia che ci è stata inculcata in decenni di foto photoshoppate sulle pubblicità per prodotti dimagranti, creme anticellulite, palestre, massaggi, ecc., con messaggi atti a minare la nostra autostima e a farci sentire sbagliate, come: “Sei pronta alla prova costume?” o peggio, manipolatori all’ennesima potenza come “Perché io valgo” facendoci credere che il nostro valore sia determinato dal nostro aspetto fisico che deve essere necessariamente uguale a quello propinatoci dalla pubblicità.

 

L’influenza dei social network sulla bikini blues

  Oggi con i vari social network, Instagram in particolare e i suoi mille filtri che modificano completamente il corpo e il viso delle persone nelle foto pubblicate, quell’idea di “corpo perfetto” è ancora più invasiva.Queste donne in foto sono Marilyn Monroe e Sophia Loren, icone di bellezza e sensualità per eccellenza, eppure guardatele in costume: cellulite, cosce in carne, pancetta…Se fossero giovani ora si vergognerebbero del loro corpo? Avrebbero l’ansia della prova costume? Farebbero diete estreme e intense sessioni di palestra per essere più magre e toniche? Sarebbero state derise o magari addirittura insultate e soggette a body shaming dagli chi le incrociava?  Probabilmente sì.

Così come probabilmente modificherebbero le loro foto per pubblicarle sui social.Se tutte noi smettessimo di condannarci all’omologazione degli standard estetici saremmo tutte più felici, ci piaceremmo di più e probabilmente anche più sane.Inoltre, la cosa ironica è che saremmo anche considerate più attraenti dagli uomini, i quali ormai sono assuefatti da immagini false che non rappresentano corpi reali e non sanno nemmeno più riconoscere un corpo di donna vero da uno irreale ottenuto attraverso chirurgia e regimi alimentari estremi e non sani. 

Movimenti body positive e ansia della prova costume

 I movimenti body positive stanno facendo molto, ma la strada è ancora lunga: boicottiamo i filtri che modificano le foto e smettiamo di seguire le varie influencer che mettono in mostra i soliti corpi “perfetti” e normalizziamo i corpi “normali”… Viviamoci l’estate per la bellezza delle passeggiate in riva al mare, per i tuffi e le nuotate, non a seconda di come appaia il nostro corpo in costume! 

Un libro contro il body shaming

 Per i più piccoli abbiamo scritto il nostro libro Maddy e la Ricerca della Bellezza per insegnare che la vera bellezza è dentro di sé, contro la superficialità e il body shaming, sperando che le nuove generazioni non debbano più soffrire l’estrema pressione per l’aspetto fisico che abbiamo sofferto noi! 

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