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Emma: la guerriera contro l’Atassia

si laurea con 110 e lode, nella tesi indaga possibili nuovi approcci per lo studio della sua patologia.

Lei è Emma, la guerriera contro l’Atassia. 


Quando Emma aveva 8 anni, iniziò ad avere dei disturbi non usuali per la sua età: le tremavano le mani quando scriveva, non riusciva a coordinare la mano destra con la sinistra al pianoforte, aveva un’andatura irregolare e cadeva frequentemente.


I genitori la portano da diversi medici per capire cosa stesse succedendo ma all’inizio i medici non capivano e dicevano che era solo un po’ goffa. 


Finché il professore di ginnastica, a scuola, l’ha osservata e si è convinto che c’era qualcosa che non andava. 


La terribile scoperta è arrivata a 12 anni: Emma soffre di Atassia di Friedreich, una malattia neurodegenerativa rara che attacca il sistema nervoso, per cui non esistono cure. 


La giovane Emma non si scoraggia, è intelligente e vuole impegnarsi lei stessa a trovare il modo per curarsi e per sconfiggere quella orribile patologia.


“Il giorno della diagnosi, mi sono fatta una promessa: non mi sarei lasciata abbattere ma anzi, avrei lottato con tutte le forze per vincere il mio nemico. E così ho iniziato a studiare, per sapere tutto di questa patologia”, ha detto Emma.


Cresce, si iscrive all’università e studia Scienze e Tecnologie Biomolecolari, per diventare ricercatrice e trovare delle terapie per sé stessa e per tutti coloro che soffrono di questa malattia.


A 22 anni, Emma si laurea con 110 e lode. Nella sua tesi, scritta interamente in inglese, trascrive le informazioni contenute nel gene mutato che causa la sua patologia e indaga sui possibili nuovi approcci per studiare la malattia.


“Mentre studio, è come se mi guardassi dentro. Sento accadere quelle cose nel mio corpo, posso quasi vedere la morte cellulare continua dei tessuti, ne comprendo molto bene il meccanismo… Il mio obiettivo è arrivare a trattamenti efficaci per migliorare qualità e aspettative di vita” dice Emma “Per me la ricerca è vita”.  


Non ha mai voluto arrendersi, nemmeno quando ha dovuto usare la sedia a rotelle: “La strategia che uso per non pensare alla malattia è riempire la vita di mille cose” dichiara.


E così, oltre ad studiare per trovare una cura, aiuta gli altri malati, mettendoli in contatto con i medici specialisti e aiutandoli nel rapporto con le loro famiglie, tanto da essere diventata un punto di riferimento per tutti coloro che soffrono di Atassia di Friedreich, attraverso la sua Onlus “Ogni giorno per Emma”.


Emma, una giovane donna che, nonostante le difficoltà della vita, non si è lasciata scoraggiare e, con tenacia, sacrificio e impegno, cerca di migliorare la sua vita e quella di molte altre persone. 


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