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Nuovo governo: 8 donne su 23 ministri e i commenti sui social

I commenti maschilisti e sessisti sui social rivolti alle ministre.

Nel nuovo governo ci sono 8 donne su 23 ministri, di cui cinque senza portafoglio. Ecco i commenti sui social rivolti a MINISTRE.

 

“Gang Bang estrema”“Una doppietta la farei volentieri”“A pecora ci stanno bene”.

 

Siamo nel 2021 e non abbiamo ancora avuto una Presidente del Consiglio o della Repubblica donna. Mentre ormai in tanti Paesi, sia tra i più che tra i meno avanzati, ci sono state e hanno anche dimostrato di saper ricoprire il loro ruolo.

 

Tra i ministri, ancora oggi vediamo pochissime donne. Purtroppo sappiamo bene che qualcuna, in certi livelli, non è altro che una pedina di qualche uomo potente messa là per essere manovrata.

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Il maschilismo che condiziona la vita di tutte le donne:

Nelle posizioni dirigenziali delle aziende è esattamente lo stesso: le donne manager sono meno del 25%. Se si sale nei posti veramente importanti delle aziende più grandi, ci sono solo 14 amministratrici delegate donna (14 in tutto, ossia il 6,3%) e 24 le presidenti (10,7%).

 

Va anche notato che spesso, chi arriva al vertice, sia parente (figlie o mogli) dei fondatori dell’azienda. E anche in politica spesso le donne che emergono provengono da una famiglia che aveva già i giusti contatti o le capacità economiche, per aiutare la figlia ad andare avanti.

 

Il punto è questo: sono gli uomini che decidono a chi dare il potere. Noi non esistiamo se non su concessione di qualche uomo.

 

È qui che si instaura il più bieco maschilismo: una donna per emergere deve fare ciò che aggrada all’uomo, altrimenti lui non le concede lo spazio che merita, e sappiamo tutte cosa questo voglia dire. Ciò è ancor più vero all’inizio della carriera, quando le donne si trovano bloccate da barriere imposte dagli uomini che impediscono loro la possibilità di andare avanti.

 

Il sessismo e la donna ridotta a oggetto sessuale:

E statene certi che una donna verrà giudicata anche, se non soprattutto, per il suo aspetto fisico, sebbene non c’entri nulla col ruolo che ricopre. 

 

Ecco i commenti disgustosi su donne che sono, o sono state, ministre, viste come meri oggetti sessuali. Da gang bang (più uomini che hanno rapporti sessuali con una donna), a doppietta (un rapporto di un uomo con due donne), a pecora (altra posizione sessuale considerata generalmente di sottomissione femminile).

 

Questo è il contesto dove le donne devono farsi strada in Italia. Poi ci chiediamo perché ci sono solo 8 donne ministre su 23 uomini?

 

La risposta è semplice: la donna è prima di tutto un oggetto sessuale per gli uomini, poi, forse, viene il resto.

 

Certo, esistono le eccezioni, ma sono rare ed una cosa è certa: una donna per dimostrare il suo valore deve fare più del doppio rispetto ad un uomo. Per l’uomo è data per scontata l’abilità, per la donna, invece, è data per scontata l’incapacità e deve dare prova delle sue abilità. 

 

Questo non possiamo più accettarlo.

 

Lo spazio ce lo dobbiamo prendere. Basta aspettare che sia un uomo a darci la concessione, smettiamo di accontentarci delle briciole.

 

Lo sapete, stiamo facendo tantissimo per dare spazio alle donne, spazio che noi ci siamo create da sole, in due anni di attività. E non dobbiamo demordere, dobbiamo andare avanti per questa strada. Unite, sostenerci a vicenda e fare sempre di più.

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