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Non è l’Arena sul Caso ALberto Genovese: i commenti sui social che colpevolizzano le vittime

Le vittime dello stupro sarebbero colpevoli per essere andate alla festa e anche per aver concesso l'intervista.

È sempre colpa della donna, anche quando accetta un’intervista. Ecco i commenti sui social che colpevolizzano le vittime.

 

 

Oggi abbiamo parlato dell‘intervista di Massimo Giletti alle vittime di violenza di Alberto Genovese a Non è l’Arena (Leggi QUI).

 

 

Abbiamo parlato di come abbia fatto la paternale alle vittime, dicendo implicitamente che era colpa loro per essere andate alla festa. Abbiamo sottolineato di come abbia sbattuto in faccia alle vittime il ghigno beffardo del loro stupratore, incalzandole con domande sempre più intime, tanto da farle piangere, sfruttando i loro traumi per l’audience.

 

 

Sono arrivati i soliti commenti, fortunatamente tanti a favore delle vittime e contro il comportamento spregiudicato di Giletti, ma ancora troppi che colpevolizzano le vittime, “responsabili” di essere andate ad una festa.

 

 

Ma un’altra accusa alle vittime mi ha particolarmente turbato: non solo, per qualcuno le vittime sono colpevoli per essere andate alla festa, ma sono colpevoli anche per essere andate da Giletti.

 

 

“Dovevano sapere che Giletti le avrebbe trattate così.”

 

 

“Sono andate per soldi e gli sta bene se qualcuno ha sfruttato i loro traumi facendole piangere e stare male.”

 

 

“Dovevano stare a casa, se non volevano essere trattate male.”

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Basta con la colpevolizzazione delle vittime:

No, mi dispiace, non funziona così.

 

Una donna che accetta un’intervista non concede il diritto di essere colpevolizzata, di essere sottoposta a domande inopportune, di avere sbattuto in faccia il proprio stupratore perché alla curiosità morbosa degli spettatori piace vedere piangere le donne.

 

Una donna ha tutto il diritto di accettare un’intervista, di voler parlare di quello che le è successo e di essere rispettata.

 

Il presentatore ha il dovere assoluto di porre prima di ogni altra cosa il benessere fisico e psicologico di chi ha davanti, tanto più se quella persona è già fortemente provata da un atroce trauma come quello che è successo a loro.

 

Poi ci chiediamo perché le donne non denunciano? Perché continuano a stuprare ed ammazzare le donne?

 

Ecco il perché: perché siamo colpevolizzate per tutto.

 

Andiamo ad una festa e ci stuprano? Colpa nostra che dovevamo sapere cosa rischiavamo e dovevamo evitare di uscire.

 

Beviamo qualcosa e ci stuprano?  Colpa nostra che dovevamo sapere cosa rischiavamo e dovevamo evitare di bere.

 

Facciamo un’intervista e il conduttore ci colpevolizza e si approfitta dei nostri traumi? Colpa nostra che dovevano sapere cosa rischiavamo e dovevamo evitare di accettare l’invito.

 

Non è mai colpa dell’uomo, figuriamoci. Non lo è quando ci stupra, non lo è quando ci ammazza, non lo è quando ci svilisce e ci colpevolizza.

 

Siamo noi che dobbiamo capire che lo farà e dobbiamo evitare qualsiasi comportamento che possa anche lontanamente permettergli di fare una cosa del genere. 

 

Quindi, presumo, dobbiamo chiuderci in casa e vestirci con capi casti, sia mai che qualcuno sia arrapato dal nostro corpo, ma soprattutto stare zitte, sia mai che qualcuno abbia voglia di svilirci e traumatizzarci perché ha tutto il diritto di farlo se noi abbiamo accettato di parlare.

 

Lui ha il diritto di svilire noi. Noi abbiamo il dovere di evitare di essere svilite.

 

E invece no.

 

Lui ha il dovere di portarci rispetto. Noi abbiamo il diritto di uscire, di bere, di parlare, senza essere stuprate, colpevolizzate o svilite.

 

Mettiamocelo bene in testa: Non sono le donne che devono evitare di non essere rispettate dagli uomini. GLI UOMINI DEVONO RISPETTARE LE DONNE.

 

LE DONNE HANNO IL DIRITTO DI FARE QUELLO CHE VOGLIONO CON LA LORO VITA, E NESSUNO HA IL DIRITTO DI MANCARGLI DI RISPETTO.

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