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CASTELLITTO: “METOO MONUMENTO ALL’IPOCRISIA”

Intervista Castellito Metoo

POLEMICA SULLE PAROLE DI CASTELLITtO: "IL MOVIMENTO METOO È UN MONUMENTO ALL'IPOCRISIA"

Forte polemica sulle parole di Castellitto riguardanti il movimento del Metoo:

“Se ti mette la mano sulla coscia, gliela sposti, non gli rovini la vita, magari chiedendogli soldi. Il #metoo è il monumento all’ipocrisia.”

Queste sono le parole vergognose di chi ha vissuto una vita di privilegi, che probabilmente ha avuto tutte le porte spalancate e il tappeto rosso su cui camminare tronfio, per il solo fatto di essere nato nella famiglia giusta, ma che, poverino, anzi, si lamenta del dolorosissimo e faticosissimo stigma del “figlio d’arte” che con grande audacia e temerarietà affronta.

Lui, figlio dell’attore e regista Sergio Castellitto e della scrittrice, drammaturga e attrice Margaret Mazzantini, lui che da quando è in fasce ha tutti i privilegi, i soldi, i contatti giusti, il rispetto, tutto ciò che gli è dovuto non esclusivamente per la sua bravura, che può avere o meno, ma soprattutto per il fatto di essere figlio di.

Intervista Castellito Metoo
Intervista di Castellito sul Metoo

 

Chi abusa è un predatore.

Lui, che non sa cosa voglia dire avere un sogno difficile da realizzare, che viene continuamente minacciato dal predatore di turno che ti può distruggere quel sogno, se non stai ai suoi viscidi voleri.

Lui, che non sa cosa voglia dire trovarsi di fronte a qualcuno probabilmente con il doppio o il triplo dei tuoi anni, mentre tu sei giovane ed inesperta, che usa il suo potere per manipolarti perché sa benissimo che tu non avrai il coraggio di ribellarti, perché tu sei una pulce che non conta nulla in confronto a lui, ricco e potente.

Lui, che non sa cosa voglia dire avere paura che qualcosa di peggio possa accadere, perché per un uomo ricco e potente, il rifiuto può innescare un istinto di supremazia che può portarlo a prendersi ciò che vuole con la forza (leggi: stupro).

Lui, che paragona gli abusi a “scherzi” e chi denuncia a “perbenismi”.

Lui, che empatizza con chi abusa, lamentando che queste denunce gli “rovinano la vita”, poverini!

 

Lui, che non nomino nemmeno, perché sarebbe un’offesa per tutte le persone che hanno subito abusi, sì, proprio lui osa dire che chi denuncia è un ipocrita che lo fa per soldi. Mentre chi abusa chi è, sentiamo?

È una brava persona forse? D’altronde sfrutta solo la sua posizione di potere per abusare chi è in una posizione di subordinazione, magari di bisogno e in soggezione.

 

Chi subisce un abuso è una vittima.

Ah, ma certo, lui che in quella posizione non si è mai trovato, che ne sa di cosa voglia dire?

Che ne sa di quando tu sei preparata, perché hai studiato una vita, e, a fatica, magari dopo mille provini, o mille email/telefonate, o mille eventi di networking, ti sei finalmente procurata la possibilità che potrebbe realizzare i tuoi sogni di sempre, ma quei sogni ti vengono distrutti davanti ad una mano che ti tocca, contro il tuo volere?

Che ne sa della paura che ti blocca, che non ti permette di proferir parola, che ti schiaccia con un senso di vergogna e di colpa?

 

E se, per caso, quella paura non ce l’hai, ma hai comunque davanti a te solo due scelte: o ci stai anche se ti fa schifo o distruggi i tuoi sogni.

Perché no, non si tratta di spostare una mano, si tratta di trovarsi quella porta che faticosamente avevi aperto, proprio perché non sei “figlia di”, sbattuta in faccia, magari per sempre. Sentendoti comunque violata, calpestata, usata. Perché la realizzazione dei tuoi sogni dipendono dalla soddisfazione del desiderio sessuale di qualcuno. E anche questo È UN ABUSO.

E se, invece, scegli la terza via: denunciare, osando ribellarti a questo predominio e abuso, ti accusano di farlo per interesse, per soldi, che sei falsa, che te la sei voluta perché che ci facevi là? Perché sei andata vestita sexy, quando magari avevi un abito normalissimo e professionale.

Ecco, a persone come lui, che screditano le violenze e difendono chi abusa, bisognerebbe solo chiudergli la bocca e lasciarli scomparire nell’oblio.

Non è chi è abusato che si deve difendere e tacere. È chi abusa che deve smettere di farlo o subirne le conseguenze.

 

BASTA ACCETTARE E GIUSTIFICARE LA VIOLENZA.

 .

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