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Molestie e Victim Blaming: è ora di dire basta

Ancora molestie e victim blaming: la mentalità maschilista che va fermata.

 I social sono pieni di commenti misogini che sminuiscono le molestie e fanno victim blaming, colpevolizzando le vittime

“Siamo arrivati ad un punto in cui l’apice massimo della str*nz@ta (perché è una str*nz@ta) è l’indignazione per il cat calling. Se ad una festa io toccavo il c#l* ad una ragazza e non era un gesto apprezzato da lei mi arrivava un cartone e il pubblico ludibrio.
Ora ogni passo ogni minima mossa deve essere calcolata e ragionata, se non dal ragazzino dal genitore che prima ancora di essere un personaggio pubblico corre il rischio di soffrire per un’idea del c@zz* del figlio e dei suoi amici ormonali.”

Chi scrive queste parole è un uomo (ma va?!) adulto, imprenditore, professore universitario e, come se non bastasse, PADRE di tre figli.

 

Il caso di Grillo e il Victim Blaming

 

Lo scriveva sotto un post che difendeva Grillo, perché sì in questo Paese maschilista fino all’osso figuriamoci se non c’è chi è dalla parte del victim blaming.

Costui in poche righe riesce a definire il catcalling come una “str*nzat@”, ma certo, che ne sa lui di cosa voglia dire sentirsi trattare come oggetti sessuali o magari in pericolo che qualcosa di peggiore possa accadere?

Poi rivela candidamente che molestava le donne, perché secondo loro se non tirano un pugno in risposta, allora sono felici di essere molestate.

Ed infine descrive un possibile stupro come “un idea del c@zz*, data dagli ormoni”, mentre gli atti del processo parlano di violenze multiple su una donna in stato di incoscienza dovuto all’alcol che le hanno fatto trangugiare a forza.

E quest’uomo, ricordiamolo, padre, professore, imprenditore, scrive tutto questo non solo senza un minimo di vergogna, ma anche con la protervia di chi si crede di essere superiore, intoccabile e in diritto di fare tutto ciò che vuole.

 

Reagire alle molestie

 

In questa foto c’è il mio collo. Quei segni rossastri sono le mani di un uomo che ha stretto intorno al mio collo per strangolarmi. Sono intervenuti in tre per staccarlo da me, altrimenti a quest’ora non sarei qua a poterlo raccontare.

Strangolamento dopo una molestia.
Strangolamento dopo una molestia.

E sapete perché mi ha strangolato?

Perché ho osato spingerlo via quando aveva messo la mano dove non doveva, mentre stavo per i fatti miei in un locale. Non ci avevo mai parlato prima, nemmeno visto, lui era dietro di me e semplicemente ha deciso di toccare le mie parte intime perché gli andava, senza il mio permesso.

Io l’ho solo spinto via, dopo una molestia e ho rischiato di essere ammazzata.

Quindi, caro imprenditore, professore, padre, se tocchi una donna senza il suo permesso e lei non fa nulla non è perché è felice di essere molestata. Non dice nulla perché non sa se potrebbe succederle di peggio.

E se è una ragazzina, magari non si rende nemmeno conto che quella è una molestia, nonostante si possa sentire violata e in pericolo e sapete il perché?

Perché sono millenni che gli uomini dicono alle donne di essere accondiscendenti (sottomesse), disponibili (accettare qualsiasi abuso senza fiatare) umili (non farsi rispettare), altrimenti rischiano di essere giudicate “isteriche”, “pazze”, “frigide”, “f*gh* di legno” e arriva l’immancabile “ma fattela una risata”.

 

E se le molestie capitassero a loro?

 

Vorrei vedere loro che grosse risate si farebbero se un bel maschione, o magari un bel gruppo di maschioni, 20 cm più alti di loro e con 30 kg di muscolo in più, iniziassero a palparli senza il loro consenso. Magari sapendo che potrebbero decidere di non fermarsi alla palpata, ma di andare oltre.

Che ridere, eh?

Davvero simpaticissimi!

E invece a loro non capita quasi mai, chi continua a subire molestie da millenni sono sempre le donne.

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Basta molestie e victim blaming


Questa mentalità misogina va sradicata una volta per tutte.

Non possiamo più continuare a subire e giustificare le violenze sulle donne come “idee dovute agli ormoni”.

Noi donne dobbiamo pretendere rispetto e gli uomini devono capire una volta per tutte che devono rispettarci.

 

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