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La Vittima E’ Complessata: Assolto dalle Molestie. Un’ Altra Sentenza Misogina

palpata breve non è reato secondo la giudice

La vittima per la giudice è complessata: assolto dalle accuse di molestie

 

 

“Palpata breve” e “vittima complessata”: la stessa giudice. 

Solo una settimana fa veniva assolto il bidello 60enne che aveva infilato le mani nelle mutandine di una studentessa  17enne.
 
Aveva anche ammesso il fatto al processo, ma è bastato giustificarsi dicendo che era uno “scherzo” e la giudice lo ha assolto poiché “sotto i 10 secondi non è molestia”.
 
 

Caso di molestie sul lavoro: dirigente assolto, la vittima è complessata per la giudice

 

 
Questa settimana, dalla stessa giudice, arriva un’altra sentenza misogina che assolve gli abusi contro le donne.
Una dipendente è stata molestata dal dirigente del museo in cui lavorava, ma per la giudice, la vittima era “probabilmente mossa dai complessi di natura psicologica sul proprio aspetto fisico (segnatamente il peso) e ha rivisitato inconsciamente l’atteggiamento dell’imputato nei suoi confronti fino al punto di ritenersi aggredita fisicamente”.
 
Praticamente, secondo questa giudice, la vittima era una “cicciona complessata” per cui un uomo palesemente non può essere attratto da lei, e lei si è fatta i film mentali.
 

 

Colleghi complici del dirigente 

 
I colleghi hanno definito il dirigente un “giocherellone” (ma guarda un po’, un altro “scherzo sotto i 10 secondi”, immagino!) e addirittura l’uomo sosteneva che la ragazza era sessualmente attratta da lui (il buon vecchio ego maschile che non si smentisce mai!).
Fortunatamente i responsabili del museo sono stati più intelligenti ed è stato prontamente licenziato.
 
 
 

Un’altra sentenza sessista e misogina dalla stessa giudice 

 
L’artefice di queste sentenze è Maria Bonaventura, giudice del Tribunale di Roma, presidente della quinta sezione collegiale, esperta in reati sessuali.
Avete letto bene: “una donna esperta di reati sessuali”.
 
Mi viene da dire: “Cara Maria, (diamoci del tu), ma se PER SCHERZO -ovviamente- ti mandiamo un po’ di uomini, magari vecchi, viscidi, orrendi, che ti palpeggiano infilandoti le mani nelle mutande per 9.59 secondi, uno dietro l’altro, quante risate ti fai? Che bello scherzo, eh? Che poi magari non sei più una giovincella sexy, quindi sicuramente gli uomini non sono attratti veramente da te e ti fai delle lusinghe per nulla! Meglio riderci su, vero?”
 
Lei, tra l’altro, è la stessa giudice che presiederà il collegio del processo per lo stupro di una minorenne da parte di cinque giovani, avvenuto a capodanno 2021. Aspettiamo con ansia la sentenza in cui magari si definirà la vittima una “facilotta, poco di buono”.
 
 
 
 

Il patriarcato interiorizzato nelle donne 

Insomma, ormai è chiaro: le donne non solo non vengono credute, ma vengono accusate di essersi sognate tutto, di esagerare, di essere pazze.
 
Nulla di nuovo dal fronte del patriarcato e tutto sommato, anche se fa male, non stupisce nemmeno più di tanto che sia una donna a rappresentarlo e a portarlo avanti così bene.
 
Lo abbiamo già constatato in altre occasioni: troppo spesso, le donne che fanno strada in un mondo patriarcale, la fanno proprio perché seguono le regole e sostengono il patriarcato.
 
Sono quelle che lottano contro ad essere tagliate fuori.
Sono quelle che si rifiutano a fare sesso col capo che vengono licenziate, le altre invece sono promosse.
 

Le donne di potere spesso appoggiano il patriarcato

Sono quelle che gridano contro il patriarcato che vengono silenziate, le altre invece idolatrate e pubblicizzate come paladine delle donne, tanto basta raccontare che prostituzione, chirurgia estetica, ecc. siamo “empowering” e non oggettivizzanti e il gioco è fatto.
 
Non ci stupiamo quindi, che nelle posizioni di potere troviamo donne che pensano e agiscono in questo modo.
 
I PM hanno già depositato un ricorso contro quelle sentenze, ma la giudice vuole fare a sua volta una denuncia al Csm contro i PM.
Questa non è giustizia, ma sopraffazione patriarcale.
 
Chiediamo l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che venga fatta chiarezza e delineate delle misure di intervento.
 
La violenza contro le donne va fermata, non incentivata con queste sentenze vergognose.
 
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